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È una trentenne originaria dell’Emilia-Romagna, l’influencer con oltre 220mila follower tra Instagram e TikTok, finita al centro di un’indagine della Guardia di finanza di Ascoli Piceno per un’evasione fiscale contestata di circa 160mila euro. La donna, attiva sulla piattaforma OnlyFans con la produzione e la vendita di contenuti per adulti, avrebbe omesso di dichiarare i guadagni ottenuti attraverso abbonamenti e chat private a pagamento.
Le verifiche del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno preso in esame gli anni d’imposta dal 2022 al 2025, ricostruendo il percorso dei ricavi generati dall’attività online. Originaria dell’Emilia-Romagna, la trentenne aveva mantenuto la residenza formale a San Benedetto del Tronto prima di trasferirsi recentemente alle Isole Canarie.
A insospettire i finanzieri sarebbe stato il tenore di vita particolarmente elevato mostrato sui social, a fronte di una posizione fiscale che non risultava coerente con i guadagni presumibilmente realizzati. Gli accertamenti bancari hanno permesso di individuare due conti correnti esteri, uno in Lituania e l’altro in Spagna. Quest’ultimo sarebbe stato intestato a una società di diritto iberico gestita dalla stessa influencer.
Attraverso le verifiche finanziarie e la cooperazione internazionale in materia fiscale, i militari hanno ricostruito i flussi di denaro collegati all’attività digitale, facendo emergere compensi che, secondo gli accertamenti, non sarebbero stati dichiarati al fisco.
Nel corso delle indagini è stato inoltre individuato in Svizzera un investimento in oro fisico per un valore superiore a 70mila euro. Le operazioni avrebbero generato plusvalenze non dichiarate per circa 25mila euro, emerse nell’ambito dei controlli sul monitoraggio fiscale.
Alla donna sono state contestate violazioni relative alle imposte dirette, all’Iva e alla cosiddetta «tassa etica», l’addizionale del 25% prevista per determinate attività di produzione e commercializzazione di contenuti pornografici.
Il totale delle imposte evase contestate ammonta a circa 160mila euro. L’attività della Guardia di finanza si inserisce nel contrasto all’evasione fiscale legata alle nuove forme di business digitale e ai redditi generati attraverso piattaforme online, anche quando i relativi flussi finanziari transitano attraverso conti e società all’estero.