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Anche il vescovo di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, monsignor Gianpiero Palmieri, condanna l’aggressione al giovane iracheno avvenuta a San Benedetto del Tronto, affermando che "la violenza non si giustifica da nessun punto di vista".

Secondo Palmieri, il ragazzo, che viveva in strada, avrebbe reagito dopo aver perso documenti ed effetti personali durante lo sgombero in zona Ponterotto.
"La perdita dei documenti lo ha fatto esplodere emotivamente. Ha iniziato a urlare e a bloccare il traffico, ma non è una persona cattiva, è solo un ragazzo dal carattere impulsivo".

Il presule distingue nettamente tra il comportamento del giovane e la reazione di chi lo ha colpito. "Se una persona crea disagi o dà in escandescenze si chiamano le forze dell’ordine. Non ci si può fare giustizia da soli. Prenderlo a pugni è ciò che colpisce di più e dovrebbe far riflettere tutti".

Per Palmieri l’episodio evidenzia anche un clima di crescente intolleranza.

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