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PORTO D’ASCOLI – Sirene spiegate, uno scooter lanciato a tutta velocità nel traffico, le gazzelle dei carabinieri alle calcagna e infine lo schianto contro un’auto.

Pomeriggio movimentato sabato lungo la Statale 16, dove un inseguimento ad alta velocità ha trasformato via Pasubio in uno scenario da film poliziesco. Alla fine della fuga sono stati fermati entrambi i giovani che viaggiavano sul mezzo a due ruote.

Tutto è cominciato quando lo scooter non si è fermato all’alt dei carabinieri.

Invece di accostare, i due hanno accelerato in direzione sud, dando il via a una corsa pericolosissima tra le auto in transito. Le gazzelle si sono lanciate all’inseguimento a sirene spiegate, mentre il mezzo procedeva zigzagando nel traffico della trafficata arteria adriatica.

La fuga si è conclusa al termine del sottopasso, dove lo scooter ha urtato una Ford Focus che viaggiava in senso opposto.
Un impatto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

I due ragazzi sono finiti a terra, forse anche per l’asfalto scivoloso per la pioggia e, una volta tolti i caschi, hanno tentato il tutto per tutto, cercando di scappare a piedi.

Una scena concitata, davanti agli occhi di numerosi testimoni, che hanno commentato la notizia sui social.

Uno dei fuggitivi è stato bloccato subito dai carabinieri e accompagnato in caserma. Per il secondo, invece, è partita una vera e propria caccia all’uomo, con l’impiego delle telecamere di videosorveglianza e il supporto di ulteriori pattuglie.

L’intervento ha coinvolto i carabinieri di Porto d’Ascoli, il Norm, la Polizia stradale di San Benedetto, i vigili del fuoco e la Polizia locale, impegnata nei rilievi dell’incidente e nella gestione della viabilità, particolarmente sostenuta.

Le ricerche hanno dato esito nel giro di poche ore.

Anche il secondo giovane è stato rintracciato e fermato dagli uomini dell’Arma. Entrambi sarebbero di origine straniera.

Gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Ascoli Piceno, che dovrà valutare la vicenda e gli eventuali profili di responsabilità. 

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