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MACERATA – Si apre una fase decisiva per gli indagati nell’inchiesta della Procura distrettuale di Ancona su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici e dei finanziamenti nelle Marche. L’ex capo di gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli, Fabio Pistarelli, e gli imprenditori Enrico Crucianelli, Antonio Cervigni e Antonio Ezechielli puntano a ottenere la revoca o l’attenuazione delle misure cautelari disposte nei loro confronti.
Dopo circa due settimane di detenzione per i primi tre e dieci giorni per Ezechielli, i difensori hanno avviato le procedure per chiedere una nuova valutazione delle esigenze cautelari.
Per Pistarelli, Crucianelli e Cervigni l’udienza davanti al Tribunale del Riesame è prevista per martedì prossimo. I giudici saranno chiamati a decidere se confermare, annullare o modificare l’ordinanza firmata dal gip Sonia Piermartini.
Diversa la posizione di Ezechielli. Il suo avvocato, Sergio Del Medico, ha depositato un’istanza per ottenere la revoca della custodia cautelare in carcere oppure, in alternativa, la concessione degli arresti domiciliari. L’udienza deve ancora essere fissata.
Al centro dell’inchiesta figura anche il ruolo attribuito dagli investigatori a Fabio Pistarelli, che aveva lasciato l’incarico di capo di gabinetto nel dicembre 2025, tornando a esercitare la professione forense. L’ex dirigente regionale, accusato di corruzione, ha iniziato a preparare dal carcere una memoria difensiva.
Secondo l’ipotesi della Procura, Pistarelli avrebbe sfruttato la propria rete di relazioni istituzionali per influenzare dirigenti e funzionari pubblici, favorendo interessi privati in cambio di denaro o altre utilità. Un quadro accusatorio ancora da verificare nelle sedi giudiziarie.
Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un gruppo stabile di intermediazione illecita, capace di intervenire sulle procedure amministrative, orientare gare d’appalto e agevolare l’assegnazione di finanziamenti pubblici. Nell’ambito di questa ricostruzione vengono indicati, tra gli altri, Cervigni, Ezechielli e Pistarelli.
Un altro fronte investigativo riguarda la vendita del complesso immobiliare Le Monachette, in passato appartenuto alla società della famiglia Intermesoli.
Su questa vicenda è stato ascoltato ad Ancona, per oltre tre ore, l’avvocato Fiorenzo Principi, interrogato dai finanzieri del Gico. Il professionista, assistito dall’avvocato Paolo Giustozzi, ha risposto alle domande degli investigatori, ricostruendo la propria attività di consulenza giuridica e societaria.
Attraverso il difensore, Principi ha ribadito la propria estraneità a eventuali condotte illecite commesse da terzi. Ha inoltre precisato che gli schemi contrattuali sui quali aveva espresso valutazioni professionali non sarebbero mai stati sottoscritti né utilizzati nell’operazione oggetto degli accertamenti.
L’attenzione si concentra ora sulle decisioni del Tribunale del Riesame, che dovrà valutare la permanenza dei presupposti delle misure cautelari. L’inchiesta prosegue, mentre resta ferma la presunzione di innocenza di tutte le persone coinvolte fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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