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ARQUATA DEL TRONTO - Massima attenzione alla legalità e controlli per contrastare qualsiasi tentativo di infiltrazione criminale negli appalti della ricostruzione post-sisma. È la posizione ribadita dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenuto questa mattina ad Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, in occasione del confronto istituzionale promosso dalle quattro Anci regionali coinvolte nel percorso di ricostruzione, a dieci anni dal terremoto.
Il ministro è intervenuto sull’inchiesta relativa alle presunte infiltrazioni negli appalti della ricostruzione, difendendo le misure di controllo adottate nei cantieri. «In questo cantiere è stato adottato ogni provvedimento e ogni misura finalizzata a neutralizzare tentativi di infiltrazione», ha dichiarato Musumeci, richiamando i protocolli di legalità, le iniziative antimafia e l’attività degli organi di vigilanza.Una linea di fermezza che non esclude la possibilità che si verifichino episodi di illegalità, ma punta a intercettarli tempestivamente. «Le mele marce possono anche esserci, l’importante è individuarle subito ed evitare la contaminazione», ha sottolineato il ministro.
Nel suo intervento Musumeci ha affrontato anche il tema del futuro delle comunità colpite dal terremoto, evidenziando come la ricostruzione non possa limitarsi alla realizzazione di edifici e infrastrutture. Occorre, piuttosto, restituire vitalità e prospettive ai territori. «Serve dare un’anima alle nuove comunità ricostruite», ha affermato, indicando tra le priorità la formazione delle giovani generazioni.
L’obiettivo è favorire percorsi che permettano ai ragazzi di uscire temporaneamente dal proprio territorio per acquisire competenze, conoscenze ed esperienze, con la possibilità di tornare e metterle al servizio delle comunità di origine.
Il passaggio conclusivo del ministro è stato dedicato alla prevenzione, indicata come priorità assoluta nelle politiche di gestione del rischio. «Bisogna pensare prima», ha affermato Musumeci, ribadendo che la prevenzione deve precedere sia la gestione delle emergenze sia gli interventi di ricostruzione.
«Prima ancora che emergenza, prima ancora che ricostruzione, parliamo di prevenzione», ha precisato, ricordando che si tratta di una necessità che riguarda l’intero Paese: «Non riguarda solo l’Italia centrale, non riguarda solo il mio meridione, riguarda tutta l’Italia».
Un messaggio che lega il tema della legalità nella ricostruzione a quello della sicurezza dei territori: controlli efficaci, comunità vive e una cultura della prevenzione sono elementi fondamentali per affrontare le sfide future e ridurre i rischi per il Paese.