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Le eccellenze della sanità marchigiana sono state protagoniste venerdì nella Capitale in occasione del secondo Congresso Nazionale degli Educatori Professionali. A rappresentare con orgoglio il territorio e a testimoniare l’elevata qualità del lavoro svolto nelle due aziende sanitarie sono state la dottoressa Consuelo Olivieri, in forza all’Uosd Centro Dca dell’AST di Fermo, e la dottoressa Annarita Ciannavei del Centro Regionale Autismo Adulti Marche (Ast Ascoli Piceno).

I lavori delle due professioniste sono stati selezionati tra i tantissimi elaborati pervenuti da ogni parte d’Italia e presentati all’interno della prestigiosa sessione dal titolo "Dalla ricerca sul campo alla costruzione delle evidenze scientifiche". Un riconoscimento di altissimo profilo, che ha premiato il valore dell’impegno quotidiano e dell’innovazione apportata nel campo della riabilitazione dai professionisti della nostra regione. I contributi portati all’attenzione della platea nazionale hanno affrontato tematiche cliniche di grande rilevanza e attualità.

L’intervento della dottoressa Annarita Ciannavei (Centro Regionale Autismo Adulti Marche - Ast Ascoli Piceno) ha avuto come focus gli "Interventi comportamentali per migliorare la compliance alle prestazioni sanitarie nelle persone con disturbi del neurosviluppo", illustrando strategie fondamentali per garantire cure accessibili e adeguate a pazienti con fragilità complesse.

La dottoressa Consuelo Olivieri (Uosd Centro Dca - Ast Fermo) ha relazionato su "La tavola diffusa come pratica educativo-riabilitativa nei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione", esplorando approcci innovativi nel trattamento e nel supporto dei pazienti affetti da tali patologie.

La partecipazione a questo evento, il cui obiettivo è stato quello di allineare le evidenze scientifiche con l’applicazione concreta nei servizi territoriali, ha acceso i riflettori sul lavoro d’eccellenza che gli Educatori Professionali svolgono ogni giorno all’interno della sanità delle Marche. Una professione che si conferma, ancora una volta, una figura chiave nei percorsi di cura e nella realizzazione dei progetti di vita delle persone con fragilità.

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