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MACERATA «La mia condotta è sempre stata trasparente, diligente e ossequiosa del principio di legalità. Il resto sono solo millanterie». Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma, interviene sull’inchiesta “Ricostruzione” per chiarire la propria posizione in merito ai riferimenti emersi nelle intercettazioni e alla vicenda dell’ex convento delle Monachette di Macerata, destinato a diventare uno studentato universitario.
Castelli spiega che l’incontro organizzato a Palazzo Raffaello dall’allora capo di gabinetto Fabio Pistarelli, di cui afferma di non ricordare con precisione i dettagli, riguardava richieste di chiarimento da parte di Erdis su aspetti della normativa della ricostruzione post-sisma. In particolare, si trattava di stabilire se un immobile privato danneggiato dal terremoto, già titolare dei requisiti per accedere ai contributi, potesse conservare tale diritto anche dopo l’acquisto da parte di un ente pubblico. Informazioni che, secondo il commissario, erano di natura pubblica e rientravano nelle sue ordinarie funzioni istituzionali.
Sul finanziamento delle Monachette, Castelli ricostruisce le tappe amministrative. Il progetto presentato da Erdis nell’ambito del bando ministeriale per la realizzazione e la riqualificazione di residenze universitarie è stato inserito tra quelli finanziati con decreto del 6 novembre 2023. L’ente regionale aveva quindi necessità di procedere rapidamente all’acquisto dell’immobile, rispettando il termine di 90 giorni previsto per non perdere le risorse ministeriali.
Con l’ordinanza speciale numero 68 del 21 dicembre 2023, la struttura commissariale ha approvato un contributo di circa 3,95 milioni di euro destinato esclusivamente al miglioramento sismico dell’edificio. La somma si è aggiunta agli oltre 8,28 milioni stanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e agli ulteriori 1,79 milioni messi a disposizione da Erdis. Castelli sottolinea inoltre che l’immobile avrebbe avuto diritto ai contributi della ricostruzione privata anche se non fosse stato venduto all’ente regionale, in quanto inagibile per danni riconducibili al sisma.
Il commissario chiarisce anche il proprio rapporto con Michele Pompili e il suo successivo incarico di responsabile unico del progetto (Rup). Secondo la ricostruzione fornita da Castelli, nella primavera del 2025, quando la procedura di affidamento dei lavori era già conclusa, Pompili gli avrebbe chiesto un parere personale sull’opportunità di accettare l’incarico proposto da Erdis. Castelli afferma di avergli consigliato di valutare positivamente la proposta, senza intervenire nelle procedure dell’ente.
Infine, esclude categoricamente di aver mai valutato un coinvolgimento di Pistarelli nella struttura commissariale. Un’ipotesi che, precisa, non si sarebbe mai concretizzata. «Nessuna interlocuzione al di fuori delle competenze istituzionali», ribadisce il commissario, contestando le interpretazioni e le insinuazioni attribuite agli indagati.
Castelli non risulta indagato nell’inchiesta. Le sue dichiarazioni rappresentano la posizione del commissario rispetto agli elementi emersi nell’indagine della
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