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ANCONA – Una donna solare, sempre sorridente, madre di due bambine e molto conosciuta lungo la spiaggia di Palombina. È il ricordo che resta di Grey Noralba Sanmartin Villalba, 36enne di origini colombiane, uccisa con quindici coltellate nell’abitazione di Cuirone, frazione di Vergiate, in provincia di Varese. Accusato dell’omicidio è il compagno Marco Panichi, 53 anni, idraulico originario di Avezzano, che dopo il delitto si è presentato ai carabinieri in Abruzzo.
Grey aveva vissuto a Collemarino, nella periferia nord di Ancona, e nelle ultime due estati aveva lavorato negli stabilimenti balneari Sunset Beach e La Playa di Palombina. Una presenza familiare per colleghi e clienti, che oggi la ricordano con dolore.
«Sono distrutto, non riesco a capacitarmi di quanto accaduto», racconta Cristian Lombardi, gestore della Playa. «Era amata da tutti per la sua disponibilità. Se c’era un problema era sempre la prima a intervenire». A volte portava con sé anche le due figlie.
La relazione con Panichi sarebbe nata sui social, per poi proseguire tra Ancona e Avezzano. Recentemente la donna aveva raggiunto il compagno in Lombardia, dove l’uomo si era trasferito per lavoro.
Secondo la ricostruzione investigativa, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite. Una vicina avrebbe sentito delle urla provenire dall’abitazione, poi il silenzio. Il corpo di Grey è stato ritrovato nella camera da letto, con numerose ferite da taglio, soprattutto al collo. Accanto a lei un coltello da cucina lungo 33 centimetri.
Dopo l’omicidio, Panichi avrebbe percorso oltre 700 chilometri per raggiungere Avezzano. Qui, dopo aver parlato con il padre, si è costituito ai carabinieri confessando di aver ucciso la compagna.
L’uomo sostiene di essersi difeso da un’aggressione della donna durante una lite per gelosia. Una versione ancora tutta da verificare, anche alla luce delle ferite che lo stesso 53enne avrebbe riportato.
Lunedì 26 ottobre è prevista l’udienza di convalida del fermo davanti al gip di Avezzano. La salma di Grey si trova a Pavia per l’autopsia, mentre la Procura di Busto Arsizio coordina le indagini.
Ad Ancona resta lo sgomento di chi l’aveva conosciuta e il dolore per una madre di due bambine la cui vita è stata spezzata brutalmente.