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TOLENTINO – L’inchiesta sulle presunte infiltrazioni mafiose e sugli appalti pilotati nella ricostruzione post terremoto accende il dibattito politico, ma il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, invita a concentrarsi sulle conseguenze concrete per cittadini e imprese. La priorità, sottolinea il primo cittadino, deve essere quella di garantire la prosecuzione dei cantieri e tutelare le famiglie che, a dieci anni dal sisma del 2016, attendono ancora di rientrare nelle proprie abitazioni.
L’operazione Ricostruzione, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona e dalla Guardia di Finanza, ha portato a otto arresti e 51 persone indagate, facendo emergere un presunto sistema di infiltrazioni della criminalità organizzata, con interessi riconducibili a ’ndrangheta e camorra, nei subappalti della ricostruzione e in alcune procedure di affidamento dei lavori pubblici.
Uno scenario che rischia di avere pesanti ripercussioni anche sui territori maggiormente colpiti dal terremoto.
«Non servono polemiche, ma soluzioni per le famiglie che aspettano di tornare a casa», è il messaggio del sindaco Sclavi, che respinge ogni tentativo di trasformare la vicenda giudiziaria in uno scontro tra schieramenti politici.
Il primo cittadino richiama l’attenzione soprattutto su due questioni: il rischio di rallentamenti o blocchi nei lavori di ricostruzione delle abitazioni private e le possibili conseguenze per le imprese e i lavoratori estranei alle contestazioni giudiziarie.
Secondo Sclavi, la complessità della situazione impone risposte concrete e un confronto costante tra le istituzioni, evitando dichiarazioni ad effetto che non contribuiscono a risolvere i problemi.
Un primo passaggio è già fissato per lunedì, con un incontro in Prefettura, durante il quale saranno esaminate le possibili misure per affrontare le criticità emerse dall’inchiesta e assicurare, per quanto possibile, la continuità dei lavori.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale resta quello di impedire che le conseguenze dell’indagine ricadano sulle famiglie terremotate e sulle aziende che operano correttamente.
Per il sindaco di Tolentino, dunque, è il momento della responsabilità istituzionale: fare chiarezza sulle eventuali condotte illecite, senza perdere di vista le esigenze di un territorio che, dopo dieci anni, continua ad aspettare il completamento della ricostruzione.

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