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Oltre 26mila euro sottratti dal conto corrente di un’azienda con una telefonata fraudolenta e un bonifico di circa 350 euro ottenuto attraverso una falsa richiesta di pagamento dell’Agenzia delle Entrate. Sono due episodi distinti sui quali hanno indagato i carabinieri nel Fermano, arrivando a denunciare quattro persone.
A Sant’Elpidio a Mare, i militari della locale Stazione hanno denunciato un ventenne e un sessantaquattrenne, ritenuti responsabili, in concorso, di truffa e riciclaggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero utilizzato la tecnica dello «spoofing telefonico», facendo apparire la chiamata come proveniente da un istituto di credito del territorio.
I presunti truffatori avrebbero contattato la vittima fingendosi operatori bancari e proponendo un aggiornamento dei sistemi di sicurezza dell’applicazione. Con questo pretesto sarebbero riusciti a sottrarre oltre 26mila euro dal conto corrente aziendale. Il denaro sarebbe stato trasferito attraverso diversi addebiti su conti italiani intestati agli indagati, per poi essere spostato rapidamente all’estero.
Un secondo caso è stato scoperto a Montegiorgio, dove i carabinieri hanno denunciato un uomo di 47 anni per truffa e una donna straniera di 32 anni per tentata truffa in concorso.
In questo caso, i due avrebbero finto di essere operatori dell’Agenzia delle Entrate, inviando alla vittima false comunicazioni per indurla a pagare presunti debiti nei confronti di alcune società. Convinta della legittimità della richiesta, la persona coinvolta avrebbe inizialmente effettuato un bonifico di circa 350 euro su un conto riconducibile al quarantasettenne, che si sarebbe poi reso irreperibile.
La successiva richiesta di versamento su un altro conto, collegato alla donna, ha però insospettito la vittima, che ha compreso l’inganno e si è rivolta ai carabinieri senza procedere con il secondo pagamento.
L’Arma invita i cittadini a prestare attenzione alle richieste di denaro inattese, sia telefoniche sia tramite posta. Banche ed enti pubblici non chiedono di comunicare credenziali e codici di sicurezza né di effettuare bonifici urgenti attraverso simili contatti. In caso di dubbi, il consiglio è interrompere la comunicazione e verificare la richiesta attraverso i canali ufficiali, rivolgendosi alle forze dell’ordine in caso di sospetta truffa.
Le persone denunciate sono da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale condanna definitiva.