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ASCOLI - Doppio lutto per la scomparsa di Gianfranco Salvi, morto a 91 anni, e della moglie Liliana, deceduta poche ore dopo. Una perdita che colpisce anche il Piceno, dove Salvi ha lasciato un segno profondo nello sviluppo industriale e sanitario grazie alla sua visione manageriale e alla capacità di anticipare i tempi.

A lui si deve l’arrivo dello stabilimento farmaceutico Carlo Erba nella zona industriale di Campolungo. Un insediamento che negli anni ha garantito lavoro a centinaia di ascolani e che, dopo diversi passaggi societari, è stato acquisito dalla multinazionale Pfizer. Un contributo riconosciuto nel maggio di due anni fa con il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del sindaco Marco Fioravanti.

Nel corso della carriera, Salvi ha ricoperto incarichi di rilievo anche nella sanità. A metà degli anni Novanta fu direttore generale dell’azienda sanitaria di San Benedetto del Tronto, distinguendosi per l’attenzione all’innovazione.

Nel 1998 sostenne l’acquisto del robot chirurgico Da Vinci, investendo 2,2 miliardi di lire in una tecnologia allora pionieristica in Italia. «Mi convinsi della notevole novità e dei grandi vantaggi per i pazienti», raccontava. Fu inoltre promotore della divulgazione scientifica e dell’approccio One Health, che integra salute umana, animale e ambiente. Era socio della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

I funerali si terranno domani alle 15 nel Duomo di Ascoli Piceno.
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