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Rafforzare la collaborazione tra istituzioni e informare i cittadini sui comportamenti da adottare in presenza di lupi vicino ai centri abitati. È questa la linea indicata da UNCEM Marche per affrontare il fenomeno dei cosiddetti «lupi confidenti», animali che mostrano una minore diffidenza nei confronti delle persone e possono avvicinarsi alle aree abitate. L’obiettivo è tutelare la sicurezza pubblica, gli animali d’affezione e le attività di allevamento, nel rispetto delle norme che proteggono la specie.
Il tema è stato al centro di una riunione svoltasi nei giorni scorsi con l’assessore regionale alle Politiche faunistiche e venatorie, Giacomo Bugaro. Al confronto hanno partecipato i comandanti dei Carabinieri forestali e i funzionari delle Polizie provinciali marchigiane. Presenti anche Filippo Moschella, sindaco di Sirolo, per Anci Marche, e Giancarlo Sagramola, direttore della delegazione regionale di UNCEM Marche e presidente dell’Unione Montana dell’Esino Frasassi.
Durante l’incontro sono state esaminate le procedure attivabili sulla base dei protocolli nazionali e delle indicazioni dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Dal confronto è emersa la necessità di coordinare gli interventi degli organismi competenti e prevenire le situazioni di rischio. Un primo passo sarà la diffusione, attraverso i Comuni montani, di indicazioni pratiche e facilmente comprensibili per aiutare i cittadini a sapere come comportarsi e a chi segnalare eventuali avvistamenti.
«L’informazione ai cittadini è un primo passo importante», sottolinea Giuseppe Amici, presidente di UNCEM Marche, che richiama però anche la necessità di sostenere il comparto agricolo. «Il confronto con la Regione deve tenere insieme la sicurezza delle persone, la tutela degli animali d’affezione e la salvaguardia del bestiame e del lavoro degli allevatori».
Le predazioni, ricorda Amici, possono provocare conseguenze economiche pesanti per le aziende, soprattutto quando gli attacchi si ripetono. Pecore e capre sono tra gli animali maggiormente colpiti, con ricadute particolarmente rilevanti nelle aree montane, dove allevamento e agricoltura contribuiscono all’economia locale e al presidio del territorio.
«Accanto alle regole di comportamento rivolte ai cittadini, è necessario affrontare anche la prevenzione dei danni agli allevamenti e la protezione del bestiame», aggiunge Amici. UNCEM Marche ha quindi predisposto un quadro di indicazioni operative da diffondere sul territorio, con l’obiettivo di promuovere comportamenti corretti, favorire le segnalazioni alle autorità e sostenere una gestione del fenomeno basata sulle valutazioni scientifiche e sulla collaborazione istituzionale.
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