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Le Giornate FAI d’Autunno si chiudono nelle Marche con un bilancio da record: oltre 35mila visitatori hanno scelto di scoprire le bellezze storiche, artistiche e architettoniche della regione attraverso le 43 aperture organizzate in 29 comuni di tutte le province. Un risultato significativo, raggiunto nonostante il maltempo che nella giornata di sabato non ha scoraggiato il pubblico, con lunghe file davanti agli ingressi dei siti aperti.

A conquistare un primato nazionale è stato Palazzo Saladini Pilastri di Ascoli Piceno, risultato il luogo più visitato in Italia tra i circa 700 siti accessibili durante la manifestazione. Un riconoscimento che conferma l’interesse suscitato dal patrimonio culturale del capoluogo piceno e la capacità delle iniziative di valorizzare luoghi di grande fascino, spesso poco conosciuti o non abitualmente accessibili.

Il successo dell’edizione marchigiana è frutto del lavoro congiunto dei 19 presidi territoriali del FAI, affiancati da oltre 350 volontari e da 1.200 Apprendisti Ciceroni provenienti da 50 istituti scolastici. Studenti, docenti e volontari hanno accompagnato i visitatori alla scoperta dei luoghi, raccontandone la storia e le peculiarità e trasformando il fine settimana in un’occasione di partecipazione collettiva.

«La manifestazione negli anni è rimasta fedele a se stessa negli obiettivi e nelle finalità: far scoprire ai visitatori luoghi di straordinario valore culturale per i quali occorrono occhi attenti», sottolinea il presidente regionale del FAI Marche, Giuseppe Rivetti.

«I numeri di questa edizione raccontano molto più di una manifestazione di successo, raccontano una comunità che continua a crescere, a mobilitarsi e a credere nella missione del FAI; sono città intere che si muovono e si mettono in cammino», aggiunge Rivetti, ringraziando volontari, docenti e giovani ciceroni.

Per due giorni, sottolinea il presidente, tanti cittadini si sono trasformati in custodi delle bellezze del proprio territorio. Un risultato che rafforza il legame tra comunità e patrimonio culturale e conferma il ruolo della manifestazione nella promozione delle ricchezze storiche e artistiche marchigiane.

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