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Sono state 11.198 le denunce di infortunio sul lavoro registrate nelle Marche da gennaio ad agosto 2026, 170 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento dell’1,54%.

In calo gli incidenti mortali, passati da 18 a 14 (-22,22%), mentre crescono del 20,45% le denunce di malattia professionale, arrivate a 6.362.

È quanto emerge dai dati Inail.

A livello provinciale, Ascoli Piceno ha registrato 1.506 infortuni (+4,01%), mentre Fermo si è attestata a 902 denunce (+7%), l’incremento percentuale più alto delle Marche. Per gli incidenti mortali, un caso è stato registrato nell’Ascolano e due nel Fermano. Sul fronte delle malattie professionali, le denunce sono state 723 ad Ascoli (+12,79%) e 775 a Fermo (+21,47%).

Nelle altre province, gli infortuni sono stati 3.844 ad Ancona (+2,73%), 2.661 a Pesaro e Urbino (+0,42%) e 2.285 a Macerata (-2,56%). Per le tecnopatie, Macerata conta 1.581 denunce (+1,54%), Pesaro e Urbino 1.684 (+26,14%) e Ancona 1.329 (+19,62%). A preoccupare è soprattutto l’aumento degli infortuni nella sanità e nell’assistenza sociale, passati da 419 a 750 (+78,99%).

Le patologie più denunciate riguardano il sistema osteomuscolare, con 4.621 casi (+24,72%). Guido Bianchini, past president COCOPRO Inail di Ascoli Piceno, commenta: "Il calo dei casi mortali rappresenta un segnale di conforto, ma l’aumento complessivo degli infortuni e la vera e propria impennata delle malattie professionali (+20,45%) non permettono abbassamenti di guardia". Bianchini richiama infine la necessità di investire "sull’ergonomia dei posti di lavoro, sulla prevenzione dell’usura fisica e su un’adeguata informazione e sorveglianza sanitaria". 

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