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Electrolux ha proposto al Mimit un piano triennale basato su 1.250 uscite volontarie (600 impiegati e 650 operai) anziché esuberi, evitando la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi prevista per fine 2026 in attesa di reindustrializzazione.

Il ministro Adolfo Urso ha espresso disponibilità a sostenere la misura con strumenti straordinari nella prossima legge di bilancio.

La multinazionale prevede investimenti di 90 milioni di euro in Italia, revisione del piano prodotti e volumi produttivi oltre le 3 milioni di unità, proponendo anche ammortizzatori sociali e la revisione del meccanismo europeo CBAM.

È stato fissato un nuovo incontro per il 29 ottobre 2026 per definire il piano prima della riorganizzazione globale del gruppo prevista a novembre.

In apertura del confronto al Ministero delle Imprese, in corso a Roma, Electrolux avrebbe proposto un piano di incentivazione per uscite volontarie di 600 impiegati e 650 operai nell’arco di tre anni. Lo si apprende da fonti sindacali.

La possibilità riguarderebbe anche i lavoratori dell’impianto di Cerreto d’Esi, inizialmente indicato come destinato alla chiusura.

La buona notizia è che lo stabilimento non sarà dismesso entro il 31 dicembre prossimo, viene riportato, ma in tempi da definire, in attesa che si possa compiere un processo di reindustrializzazione. Presente all’incontro anche il governatore delle Marche Francesco Acquaroli.

"Siamo pronti a sostenere il nuovo piano di rilancio, con tutti gli strumenti, anche straordinari, che metteremo in campo con la prossima legge di bilancio". È quanto avrebbe dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenendo al tavolo Electrolux in corso al Mimit.

Electrolux - fanno sapere i sindacati presenti al Mimit - riferisce di prevedere un piano di investimenti in Italia per 90 milioni e una revisione del piano prodotti. In particolare è indicata l’estensione della gamma dei frigoriferi, dei piani gas con focus sulla linea premium, un ulteriore potenziamento dei forni nei segmenti steam crisp (cottura a calore e vapore) e pirolitici (autopulenti), lavatrici professionali e fino a 12 kg, lavasciuga alto di gamma e lavastoviglie. In totale, si apprende, i volumi produttivi dovrebbero superare i tre milioni di unità.

Electrolux avrebbe introdotto anche il tema di un piano di ammortizzatori sociali per gestire la transizione e quello di un "impegno congiunto a sostegno della competitività delle produzioni italiane", con riferimento in particolare alla revisione del meccanismo europeo Cbam (il sistema di dazi che penalizza le importazioni di materie prime e semilavorati dall’estero senza barriere, invece, per i prodotti finiti).

"Dobbiamo lavorare insieme con tutti gli attori, per definire in pochi giorni il nuovo piano sostenibile e condivisibile. Dobbiamo farlo entro il mese di ottobre. Per questo programmiamo sin d’ora la data del 29 ottobre per un nuovo incontro così da consentire al management europeo dell’azienda di preservare gli stabilimenti e i lavoratori italiani dalla riorganizzazione globale del gruppo, che dovrebbe essere varata nella prima parte di novembre".

È quanto avrebbe dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenendo al tavolo Electrolux in corso al Mimit.

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