Condividi:
TRASACCO – Nella cura degli animali non può essere il prezzo più basso a dettare le regole. È questo il principio che emerge dalla decisione del Tar Abruzzo, che ha annullato il bando del Comune di Trasacco, in provincia dell’Aquila, per l’affidamento del servizio di custodia, ricovero, mantenimento e cura dei cani randagi.
Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato dall’associazione Tutela Diritti Animali Ets/Arci contro la procedura pubblicata lo scorso 17 aprile. L’appalto aveva una durata prevista di cinque anni, una base d’asta complessiva di 126mila euro e prevedeva l’aggiudicazione attraverso il criterio del massimo ribasso.
Proprio quest’ultimo aspetto è finito al centro del contenzioso. Secondo quanto riferisce l’associazione, con la sentenza numero 228/2026 il Tar ha considerato il criterio del prezzo più basso «strutturalmente inidoneo a garantire gli standard qualitativi che la normativa in materia di benessere animale impone».
La gestione dei canili, infatti, viene considerata un servizio ad alta intensità di manodopera e, secondo quanto riportato nella nota dell’associazione, deve essere affidata utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nel quale accanto al costo assumono rilievo anche gli aspetti qualitativi del servizio.
La decisione comporta dunque l’annullamento del bando. Il Comune di Trasacco è stato inoltre condannato al pagamento di 3mila euro di spese di giudizio, oltre agli accessori previsti dalla legge.
A commentare la pronuncia è l’avvocato Alfredo Domenico Mangia, legale dell’associazione Tutela Diritti Animali Ets/Arci.
«La pronuncia del Tar Abruzzo riafferma con chiarezza un principio fondamentale: quando l’affidamento di un servizio pubblico incide direttamente su cura e benessere degli animali, la qualità non può essere subordinata alla mera convenienza economica».
Il legale sottolinea inoltre il richiamo alla tutela costituzionale degli animali: «Il Tar ha riconosciuto che la tutela degli animali, quali esseri senzienti, trova un preciso fondamento anche nell’articolo 9 della Costituzione e impone alle Pubbliche Amministrazioni scelte coerenti con gli standard di cura, assistenza e benessere previsti dall’ordinamento».
Una decisione che, secondo Mangia, va oltre la singola procedura del Comune marsicano: «La sentenza costituisce un importante punto di riferimento per le future procedure di affidamento».