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FABRIANO - I Carabinieri della Compagnia di Fabriano hanno portato a termine con successo una rapida attività investigativa a tutela dei cittadini, contrastando un grave e odioso episodio di raggiro ormai noto come la “truffa del finto carabiniere”.
L’indagine è scaturita dalla denuncia presentata quest’estate da una donna anziana residente in uno dei comuni del fabrianese. La donna era stata contattata da un malintenzionato che si era spacciato per un "Maresciallo dei Carabinieri”.
Con la scusa di falsi accertamenti, il finto militare ha indotto la vittima ad effettuare un bonifico di 18 mila euro verso una carta prepagata. Inoltre, la donna era stata istruita a trasportare tutti gli oggetti d’oro in suo possesso presso un indirizzo fuori Provincia, con la falsa motivazione di doverli far visionare ai Carabinieri per motivi di giustizia.
A sventare il peggio è stata l’intuizione di un familiare della vittima che - insospettitosi per le strane richieste - ha subito contattato il 112 L’operatore in servizio ha immediatamente confermato che si trattava di una truffa in corso, bloccando così la consegna dei preziosi e scongiurando ulteriori danni economici. Ricevuta la denuncia, l’attività investigativa condotta dai Carabinieri si è concentrata sul tracciamento dei flussi finanziari risalendo all’intestazione della carta dove era confluita la somma di denaro.
I Carabinieri sono così riusciti a identificare il presunto responsabile, un 45enne residente fuori Provincia che è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata.
Contestualmente, i Carabinieri hanno avanzato richiesta di blocco preventivo della carta prepagata per congelare le somme sottratte. Prendendo spunto dalle modalità operative emerse in questa indagine, si ricordano ai cittadini alcune regole fondamentali di prudenza: i Carabinieri non chiedono mai denaro né preziosi: Nessun appartenente all’Arma o alle forze dell’ordine chiederà mai di effettuare bonifici, ricariche di carte prepagate o di consegnare oggetti d’oro per presunte "verifiche" o "controlli". Diffidare di richieste di spostamento o consegne fuori comune: nessun controllo istituzionale prevede che il cittadino debba recarsi in altre città per consegnare beni o gioielli a sconosciuti. In caso di dubbio, contattare subito il 112.
Se si ricevono telefonate da presunti appartenenti alle forze dell’ordine che sollecitano pagamenti o verifiche, interrompere la chiamata e contattare immediatamente il numero unico di emergenza 112 e/o recarsi presso la Stazione dei Carabinieri più vicina per verificare la veridicità dell’interlocutore. Il tempestivo contatto con il 112 da parte dei familiari è lo strumento più efficace per interrompere i raggiri prima che siano portati a compimento.