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Non ce l’ha fatta l’imprenditore 65enne Giampiero De Cecco. La morte cerebrale è stata dichiarata nella Rianimazione dell’ospedale di Chieti, dove l’imprenditore era ricoverato da domenica dopo essere caduto dalla bicicletta. Un malore, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe provocato la caduta.

I familiari hanno dato il consenso alla donazione degli organi.
Una notizia che colpisce profondamente il mondo imprenditoriale abruzzese.

De Cecco era alla guida della Confezioni Mario De Cecco, storica azienda del territorio ne aveva accompagnato negli anni la crescita con una visione fondata sull’innovazione, sulla responsabilità e sul rapporto con la comunità.

Un’impresa che ha contribuito a portare il made in Abruzzo nel settore dell’abbigliamento da lavoro, mantenendo forte il legame con il territorio e sviluppando collaborazioni con le università e con le realtà imprenditoriali locali.

A ricordarlo è anche il presidente della Regione Marco Marsilio, che parla di De Cecco come di un punto di riferimento per il sistema produttivo regionale.

Ma Giampiero De Cecco non era soltanto un imprenditore. Era soprattutto un uomo profondamente legato allo sport e, in particolare, al ciclismo.

Una passione coltivata per tutta la vita e diventata anche impegno concreto attraverso la presidenza dell’Associazione Nuvola Gialla. E proprio il ciclismo, sport che amava, è legato alle ultime ore della sua vita.

Era in sella alla sua bici quando è caduto sull’asfalto a San Giovanni Teatino forse colpito da un malore improvviso. Quella stessa bicicletta che aveva rappresentato per lui una passione e una libertà, domenica si è trasformata nel teatro di una tragedia.

Anche il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ne ricorda l’attenzione e il sostegno al Trofeo Matteotti, una delle manifestazioni sportive più rappresentative della città..
Oggi, al dolore della famiglia, si unisce quello di tutto l’Abruzzo.

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