Condividi:
Sono passati quattro anni da quella notte di acqua e paura che il 15 settembre 2022 sconvolse Senigallia e i comuni attraversati dai fiumi Misa e Nevola. Tredici persone persero la vita, decine furono costrette a lasciare le proprie abitazioni e i danni complessivi raggiunsero circa due miliardi di euro. Un anniversario che arriva senza celebrazioni, ma con il ricordo ancora vivo tra chi quella tragedia l’ha vissuta.
L’alluvione interessò un’ampia area delle Marche, dalle zone di Cantiano e Frontone, nel Pesarese, fino all’Anconetano. In poche ore caddero quantità eccezionali di pioggia, con picchi superiori ai 400 millimetri, facendo gonfiare rapidamente fiumi e torrenti. La massa d’acqua si riversò anche nei corsi minori, provocando numerose esondazioni.
La piena raggiunse in tempi rapidissimi anche Senigallia, nonostante sulla città costiera non fossero cadute precipitazioni significative. L’acqua superò gli argini del Misa e in alcuni punti ne provocò la rottura, invadendo strade, abitazioni e attività.
Sul fronte giudiziario, per le conseguenze dell’alluvione sono 22 le persone imputate nel processo in corso al tribunale dell’Aquila. Dirigenti pubblici, funzionari e tecnici sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, lesioni gravi e inondazione colposa.
Parallelamente prosegue la ricostruzione, seppure tra tempi spesso lunghi e difficoltà. Diversi sono i cantieri già conclusi o ancora aperti, soprattutto quelli dedicati alla viabilità, con ponti e strade che dopo le interruzioni sono tornati progressivamente fruibili.
Restano però le preoccupazioni dei comitati e delle associazioni degli alluvionati, che continuano a chiedere interventi più rapidi e incisivi per la sicurezza idraulica. A quattro anni da quella tragedia, il territorio guarda ancora alla necessità di prevenire nuove emergenze e di trasformare il ricordo dell’alluvione in interventi concreti.