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Una tomba riconducibile alla cultura picena, con un corredo composto da vasi e recipienti in ceramica, è stata individuata nei pressi del cimitero di Sant’Elpidio a Mare. La scoperta è emersa a seguito della segnalazione dell’affioramento di alcuni presunti reperti archeologici e ha portato, nella mattinata di martedì 8 settembre, a un sopralluogo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.

Il personale tecnico-scientifico dell’istituto, diretto dall’architetto Giovanni Issini, ha effettuato gli accertamenti insieme ai tecnici e agli operatori dell’Ufficio tecnico comunale e al comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo capo Michele Guglielmi.

Nel corso delle verifiche, l’evidenza archeologica è stata identificata come parte di un complesso funerario più articolato. Gli oggetti rinvenuti, principalmente vasi e recipienti ceramici, risultavano deposti all’interno di una tomba attribuita in via preliminare alla cultura picena e databile al VI secolo avanti Cristo. Un ritrovamento che aggiunge quindi un nuovo tassello alla conoscenza della presenza picena nell’area di Sant’Elpidio a Mare.

Considerata l’importanza della scoperta e la necessità di garantirne la conservazione, la Soprintendenza è intervenuta immediatamente procedendo alla documentazione, al recupero e alla messa in sicurezza dei reperti. L’operazione è stata eseguita direttamente dall’istituto, attraverso il funzionario archeologo territorialmente competente Francesco Belfiori.

I manufatti saranno ora sottoposti a interventi di restauro e a un più approfondito lavoro di studio. Saranno proprio queste analisi a consentire di definire con maggiore precisione la cronologia, le caratteristiche e il contesto del ritrovamento. Gli esiti degli approfondimenti saranno successivamente illustrati alla comunità di Sant’Elpidio a Mare.

La zona non è nuova a ritrovamenti archeologici. L’area nei pressi del cimitero era già stata oggetto di attenzione da parte della Soprintendenza e degli altri organismi preposti alla tutela del territorio proprio per la presenza, nel corso degli anni, di diverse testimonianze emerse casualmente.

Adesso Soprintendenza e Comune lavoreranno insieme per individuare le modalità più adatte a valorizzare la nuova scoperta. L’Amministrazione comunale ha già manifestato la disponibilità a mettere a disposizione risorse e spazi adeguati per conservare i reperti e, una volta completate le attività di restauro e studio, renderli accessibili al pubblico. Tempi e modalità dell’eventuale esposizione saranno stabiliti sulla base delle indicazioni tecniche della Soprintendenza.

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