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È ormai rottura aperta nel gruppo consiliare del Partito Democratico di San Benedetto del Tronto. Fabio Urbinati e Margherita Sorge hanno ufficializzato il venir meno della fiducia nei confronti del capogruppo Iacopo Zappasodi, contestando la gestione della composizione della Commissione Urbanistica e Assetto del Territorio. Una frattura politica profonda che, almeno per il momento, non comporterà però l’uscita dei due consiglieri dal Pd.

La vicenda nasce dalla riunione del gruppo democratico del 25 agosto, quando per la Commissione Urbanistica erano stati indicati Fabio Urbinati e Aurora Bottiglieri. Una scelta che, secondo quanto ricostruito dai due consiglieri, sarebbe stata successivamente confermata anche da una comunicazione ufficiale del capogruppo.

Prima della Conferenza dei capigruppo, però, lo scenario sarebbe cambiato. Secondo Urbinati e Sorge, Zappasodi avrebbe sostituito il nome di Urbinati con il proprio senza che la modifica fosse discussa e approvata dal gruppo consiliare. Una decisione definita dai due consiglieri “unilaterale e personale”. Per questo hanno chiesto al presidente del Consiglio comunale Pasqualino Piunti di fare riferimento alla prima comunicazione ufficiale, mantenendo Urbinati e Bottiglieri quali componenti della commissione.

Sul fondo della vicenda c’è anche il tema della futura presidenza della Commissione Urbanistica. Urbinati ha respinto l’ipotesi che vi fosse un accordo con il centrodestra per ottenere l’incarico, sostenendo che durante la riunione del 25 agosto non si fosse neppure parlato delle presidenze. Secondo il suo racconto, nella chat dei quattro consiglieri Pd sarebbe successivamente arrivata la richiesta del segretario del partito di sostituire il suo nome con quello di Zappasodi proprio sulla base del sospetto di un’intesa con il centrodestra. Un accordo che Urbinati nega categoricamente.

La polemica, tuttavia, è andata ben oltre la composizione di una commissione. Urbinati ha rivolto critiche pesanti all’attuale classe dirigente del Pd sambenedettese, contestando quella che considera una sovrapposizione tra le scelte del partito e l’autonomia istituzionale del gruppo consiliare. Nel mirino è finita anche la gestione delle ultime elezioni amministrative, con Urbinati che ha parlato del risultato ottenuto dal centrosinistra come del peggiore della sua storia cittadina.

Il passaggio politicamente più pesante è arrivato con la lettera protocollata e indirizzata al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale: Urbinati e Sorge dichiarano di non riconoscersi più nell’operato di Zappasodi quale capogruppo e formalizzano il venir meno della fiducia nei suoi confronti.

Margherita Sorge ha però chiarito un punto: nessuna intenzione di lasciare il Partito Democratico. La contestazione riguarda il metodo e la conduzione del gruppo consiliare. Sorge rivendica la lunga militanza sua e di Urbinati nel Pd e chiede alla dirigenza cittadina un cambio di passo, sostenendo che il partito debba rispettare l’autonomia e il ruolo istituzionale dei consiglieri comunali.

La frattura avrà inevitabilmente conseguenze anche nei rapporti interni all’opposizione. Urbinati ha infatti avvertito gli altri rappresentanti della minoranza che Zappasodi non può più parlare a nome di tutti e quattro i consiglieri democratici: secondo Urbinati, rappresenterebbe ormai soltanto se stesso e Aurora Bottiglieri, mentre lui e Sorge valuteranno autonomamente le singole proposte.

Il Pd sambenedettese resta dunque formalmente con quattro consiglieri nello stesso gruppo, ma politicamente appare spaccato in due. Urbinati e Sorge ribadiscono di voler restare nel partito, mentre sul piano istituzionale resta ancora da sciogliere il nodo della Commissione Urbanistica e della sua composizione definitiva.

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