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Quasi mille anni di storia da salvaguardare e restituire alla comunità. A Quintodecimo, frazione di Acquasanta Terme, sono in corso i lavori di riparazione e rafforzamento locale della chiesa del Santissimo Crocifisso, uno degli edifici storici più importanti della frazione. L’intervento, promosso dalla Diocesi di Ascoli, prevede un investimento complessivo superiore ai 461mila euro. Nei giorni scorsi l’Ufficio speciale per la ricostruzione ha disposto anche la liquidazione di un ulteriore acconto di 122mila euro.

Le origini della chiesa risalgono all’XI secolo, quando il luogo di culto era conosciuto come Santa Maria della Forcella. Nel corso dei secoli l’edificio si è arricchito di elementi di particolare valore storico e artistico, tra cui il baldacchino in pietra e soprattutto il Crocifisso ligneo marchigiano del XV secolo, dal quale deriva l’attuale denominazione della chiesa.

Il terremoto ha lasciato segni evidenti sulla struttura, provocando lesioni diffuse nelle murature, distacchi degli intonaci, problemi al baldacchino e deformazioni della storica cantoria lignea. Dopo gli interventi iniziali di messa in sicurezza, il cantiere punta ora a un recupero più ampio dell’edificio.

Il progetto comprende il consolidamento delle murature e il recupero degli intonaci, il restauro del baldacchino e dell’inferriata storica, oltre a lavori sulla cantoria e sugli infissi. Previsto anche il rifacimento degli impianti elettrico e di allarme, con particolare attenzione alla protezione del Crocifisso.

«La ricostruzione delle chiese significa restituire alle comunità luoghi di fede, memoria e identità», sottolinea il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, evidenziando come il recupero consentirà al luogo di culto di tornare a svolgere pienamente anche la propria funzione culturale, valorizzandone le testimonianze artistiche e architettoniche.

Soddisfazione viene espressa anche dal sindaco di Acquasanta Terme, Sante Stangoni, che considera la chiesa «importantissima per Quintodecimo». Il cantiere rappresenta, secondo il primo cittadino, un ulteriore passo nel percorso di ricostruzione della frazione e nella restituzione di quei luoghi che contribuiscono a definirne l’identità.

Tra il portale cinquecentesco in travertino, gli affreschi raffiguranti i quattro Evangelisti e la cantoria lignea, la chiesa custodisce dunque un patrimonio che va oltre la sua funzione religiosa. Il recupero punta a rimettere in sicurezza l’edificio e, allo stesso tempo, a riconsegnare alla comunità uno dei simboli della storia di Quintodecimo.

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