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Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla presunta gestione illecita dei rifiuti all’interno della cosiddetta “ricicleria” comunale.
Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Ancona, insieme ai militari delle Stazioni di Grottammare e Pedaso, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Fermo nei confronti di cinque persone già indagate nell’ambito dell’inchiesta.
Al centro delle indagini c’è un sito pubblico destinato alla raccolta dei rifiuti, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe stato utilizzato per gestire illegalmente rifiuti speciali, conferiti anche da diversi titolari di imprese. Gli investigatori ipotizzano che alcuni conferimenti siano avvenuti in violazione delle normative ambientali e che, in cambio, gli addetti al servizio pubblico abbiano ricevuto denaro contante o altre utilità personali.
L’inchiesta, avviata da oltre un anno, aveva già portato a una prima serie di provvedimenti cautelari lo scorso giugno, con perquisizioni e sequestri di aree e mezzi ritenuti collegati alle presunte attività illecite.
Dopo gli interrogatori di garanzia, il Gip di Fermo ha disposto nuove misure nei confronti di cinque persone. Si tratta di due dipendenti dell’azienda municipalizzata incaricata della gestione dei rifiuti, che lavoravano all’interno della ricicleria, e di tre rappresentanti di una ditta di autodemolizioni.
Per i due addetti alla ricicleria è stata disposta la sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, insieme all’obbligo di dimora nel comune di residenza. Per i tre rappresentanti dell’impresa di autodemolizioni sono invece scattati il divieto di esercitare attività d’impresa e di ufficio e l’obbligo di non allontanarsi dal proprio comune di residenza.
Le indagini sono state condotte anche con il supporto della Polizia Provinciale di Ascoli Piceno, che ha messo a disposizione personale e strumenti tecnologici, tra cui droni e fototrappole. Questi dispositivi avrebbero consentito agli investigatori di monitorare i conferimenti e di ricostruire anche la quantità di rifiuti che, secondo l’accusa, sarebbe stata gestita irregolarmente.
L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte sono pertanto da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.