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PESARO – Giuseppe Conte apre alle primarie del centrosinistra e assicura lealtà a Elly Schlein nel caso in cui fosse lei a prevalere. Il leader del Movimento 5 Stelle, ospite di “Amelia”, la festa dei Giovani Democratici di Pesaro Urbino a Villa Fastiggi, si è confrontato con l’europarlamentare del Pd Matteo Ricci. Sul tavolo alleanze, programma, Marche, politica estera e riarmo europeo.

Conte non esclude una propria candidatura alle eventuali primarie della coalizione progressista. Una disponibilità maturata anche dopo il confronto con la base del Movimento. Ma, chiarisce l’ex presidente del Consiglio, la competizione non dovrebbe trasformarsi in uno scontro interno: se a imporsi fosse la segretaria del Pd Elly Schlein, il Movimento dovrebbe sostenerla. Diverso, secondo Conte, sarebbe il caso di un candidato deciso dall’alto e senza un percorso condiviso.

Il leader pentastellato rivendica la trasformazione politica compiuta dal M5S e la scelta di collocarsi stabilmente nel campo progressista. L’obiettivo, sostiene, resta quello di contrastare disuguaglianze e ingiustizie sociali, costruendo un’alternativa all’attuale maggioranza di governo.

Nessun veto personale neppure su Matteo Renzi. Per Conte il giudizio sulle possibili alleanze deve passare dai programmi e dalla coerenza politica. Il prossimo passaggio è già fissato per ottobre, quando le forze del centrosinistra dovrebbero tornare a confrontarsi per costruire un programma comune. Il Movimento concluderà prima il proprio percorso interno, previsto il 19 e 20 settembre a Milano, dopo una serie di iniziative aperte alla partecipazione dei cittadini.

Da Pesaro arriva anche un riferimento diretto alle Marche. Conte ha ricordato che il M5S avrebbe voluto un risultato migliore alle Regionali e soprattutto l’elezione di Matteo Ricci alla presidenza della Regione. La sconfitta, però, secondo il leader pentastellato non chiude il percorso politico: l’intenzione è continuare a rafforzare il progetto progressista in vista delle prossime sfide amministrative e regionali.

Ampio spazio anche alle questioni economiche e internazionali. Conte ha criticato duramente il piano europeo di riarmo da 800 miliardi, sostenendo che risorse così ingenti dovrebbero essere indirizzate alle nuove sfide industriali, alla sanità, alla scuola e alla riduzione delle disuguaglianze. Una scelta che, secondo l’ex premier, rischia di alimentare ulteriormente il malessere sociale e la crescita delle forze di estrema destra in Europa.

Sulla guerra in Ucraina, Conte ha ribadito la condanna del Movimento all’aggressione russa, respingendo le accuse di ambiguità e rivendicando una posizione comune nel campo progressista sul rispetto del diritto internazionale. Critiche sono state rivolte anche alla politica occidentale e alle vicende in Medio Oriente.

Infine, l’affondo contro il governo Meloni. Conte ritiene possibile che la legislatura possa concludersi prima della scadenza naturale e assicura che il centrosinistra dovrà farsi trovare pronto, indipendentemente dalla data delle elezioni. Prima dei nomi, però, dovrà esserci il programma: lavoro, distribuzione della ricchezza, giovani, capitale umano e rilancio del Paese sono i temi indicati dal leader M5S come base per costruire l’alternativa.

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