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PESCARA - È un raggiro organizzato in due fasi quello segnalato in queste ore a Pescara, dove sono arrivate al Comune numerose segnalazioni da parte di cittadini contattati da persone che si spacciano per dipendenti dell’ente e, successivamente, per appartenenti all’Arma dei carabinieri. Il primo contatto avviene sul telefono fisso. Dall’altra parte della cornetta un falso incaricato del Comune sostiene che l’ente sarebbe stato vittima della clonazione di oltre cento carte d’identità, con la conseguente sottrazione di dati sensibili e codici fiscali.
Con questo pretesto viene chiesto alla vittima il numero di cellulare, presentato come necessario per una verifica dell’identità. Pochi minuti dopo arriva effettivamente una seconda telefonata, questa volta sul cellulare. Il truffatore si presenta come un tenente dei carabinieri e prosegue il racconto, sostenendo che la carta d’identità della vittima sarebbe stata utilizzata per commettere illeciti. A questo punto entra in gioco la parte più pericolosa del raggiro: alla persona viene chiesto di fornire una sorta di inventario dei beni presenti in casa, indicando la disponibilità di denaro, oro, gioielli, armi o altri oggetti di valore.
Il Comune di Pescara smentisce categoricamente la ricostruzione fornita dai truffatori e precisa che non c’è stato alcun attacco hacker ai sistemi dell’ente né alcuna clonazione di carte d’identità riconducibile alle infrastrutture comunali. L’invito rivolto ai cittadini è a non fornire dati personali o informazioni sul proprio patrimonio, interrompere immediatamente telefonate sospette e segnalare l’accaduto direttamente alle forze dell’ordine. Nessuno deve inoltre consentire l’ingresso in casa a persone non preventivamente identificate. Particolare attenzione viene chiesta per le persone anziane e sole, che possono essere maggiormente esposte a questo tipo di raggiri. Il Comune invita quindi familiari e vicini di casa a informarle e metterle in guardia.