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La promessa di guadagni facili e immediati si è trasformata in una trappola per una 54enne di Monte San Giusto, finita nel mirino di una frode online orchestrata attraverso messaggi e piattaforme digitali. Al termine di un’articolata attività investigativa, i carabinieri della Stazione di Monte San Giusto hanno denunciato all’autorità giudiziaria due persone ritenute responsabili, in concorso, del reato di truffa.

Si tratta di un cittadino italiano di 50 anni residente a Bologna e di una donna di 43 anni di origini cinesi, di fatto irreperibile, entrambi già conosciuti dalle forze dell’ordine.

L’indagine è partita dopo la denuncia presentata dalla vittima alla fine dello scorso gennaio. La donna era stata contattata sul proprio telefono attraverso un messaggio proveniente da un numero estero. Il contatto proponeva un’opportunità di guadagno attraverso un presunto programma promozionale collegato a un noto servizio di streaming musicale.

Seguendo le indicazioni ricevute, la 54enne era stata invitata a entrare in un gruppo sulla piattaforma Telegram, dove avrebbe dovuto svolgere semplici attività in cambio di compensi. Un meccanismo studiato per conquistare la fiducia della vittima e spingerla, successivamente, a investire somme sempre maggiori con la promessa di aumentare i profitti.

La donna è stata così indotta a effettuare diversi bonifici bancari, per un danno economico complessivo di 4.640 euro. Le somme sono state trasferite su differenti conti correnti: due versamenti, per un totale di 480 euro, erano destinati a un uomo residente nel Frusinate poi risultato deceduto; un bonifico da 1.060 euro era stato effettuato in favore del 50enne bolognese, mentre un ulteriore pagamento da 3.100 euro era stato indirizzato al conto della donna di origini cinesi.

Determinante si è rivelata l’attività investigativa svolta dai carabinieri, che attraverso accertamenti bancari e verifiche telematiche hanno ricostruito il percorso del denaro, individuando i titolari dei conti utilizzati per ricevere i pagamenti.

L’intervento dei militari ha inoltre permesso di bloccare e recuperare 939,65 euro, somma che sarà restituita alla vittima. L’operazione conferma l’attenzione dell’Arma nel contrasto alle truffe informatiche, un fenomeno in crescita che sfrutta sempre più spesso messaggi, applicazioni di messaggistica e false opportunità di investimento per colpire cittadini ignari.

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