Condividi:

«Non possiamo non dirci antifascisti». È questa la frase destinata a segnare il dibattito sulla Pastasciutta Antifascista di Ascoli Piceno, al centro nelle ultime settimane di un acceso confronto dopo la revoca dell’autorizzazione allo svolgimento dell’iniziativa nella chiesa del Cuore Immacolato di Maria e il successivo trasferimento nella parrocchia di San Marcello.

Il messaggio è contenuto nella lettera che il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Gianpiero Palmieri, ha inviato agli organizzatori e che è stata letta durante la serata. Impossibilitato a partecipare personalmente perché impegnato nelle celebrazioni della Madonna della Marina a San Benedetto del Tronto e nella liturgia notturna di Sant’Anna a Centobuchi, il presule ha affidato le proprie riflessioni a un lungo testo nel quale spiega le motivazioni della scelta compiuta dalla diocesi.

Palmieri ricorda innanzitutto che, per prassi, le parrocchie non ospitano iniziative promosse da partiti, movimenti o collettivi politici. Una linea che la Chiesa segue per mantenere la propria autonomia rispetto alle appartenenze partitiche e preservare il pluralismo che caratterizza il mondo cattolico.

La decisione di accogliere la Pastasciutta Antifascista nella parrocchia di San Marcello, sottolinea però il vescovo, nasce dalla volontà di evitare che il diniego ricevuto in precedenza potesse essere interpretato come una presa di distanza dal valore dell’antifascismo.

Nel suo intervento Palmieri ribadisce infatti che la Chiesa non intende identificarsi con alcuna forza politica, ma evidenzia come l’antifascismo costituisca un patrimonio comune, profondamente radicato nella Costituzione italiana e nella storia della Repubblica.

«I cristiani quindi non si dividono sull’antifascismo», scrive il vescovo, ricordando anche le pagine più difficili del rapporto tra il regime fascista e la Chiesa. Nel messaggio richiama le limitazioni imposte all’Azione Cattolica, le leggi razziali e l’alleanza con il nazismo, elementi che, secondo Palmieri, rendono evidente come il rifiuto del fascismo appartenga pienamente ai valori democratici e cristiani.

Una presa di posizione netta che ha accompagnato lo svolgimento dell’iniziativa, offrendo una chiave di lettura destinata a chiudere le polemiche che avevano preceduto l’evento.

Tutti gli articoli