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Un terremoto di magnitudo 3.2 ha fatto tremare nel primo pomeriggio di oggi l’entroterra marchigiano, suscitando apprensione tra la popolazione ma senza provocare, al momento, danni a persone o edifici. La scossa è stata chiaramente percepita non solo nel Maceratese, ma anche in numerosi comuni delle province di Fermo e Ascoli Piceno.

Secondo le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il sisma si è verificato alle 14.05. L’epicentro è stato individuato a circa tre chilometri a nord di Penna San Giovanni, in provincia di Macerata, mentre l’ipocentro è stato localizzato a una profondità di 16,4 chilometri.

Il movimento tellurico è stato avvertito distintamente in un’ampia porzione del territorio marchigiano, soprattutto ai piani più alti degli edifici. Numerose le segnalazioni giunte dai residenti dei comuni del Maceratese, del Fermano e dell’Ascolano, dove molti cittadini hanno riferito di aver percepito il tremore per alcuni istanti.

L’area interessata dal sisma comprende diversi centri abitati. Entro un raggio di dieci chilometri dall’epicentro ricadono numerosi comuni delle province di Macerata e Fermo, mentre la zona coinvolta si estende fino a circa venti chilometri, interessando complessivamente una trentina di municipi.

Dopo la scossa principale, i sismografi dell’Ingv hanno registrato anche un secondo evento, decisamente più lieve, di magnitudo 1.6, con epicentro nel territorio di Servigliano, nel Fermano.

Nonostante lo spavento, la situazione è rimasta sotto controllo. I vigili del fuoco e la Protezione civile non hanno ricevuto richieste di intervento riconducibili al terremoto e non sono state segnalate criticità sul territorio. L’evoluzione del quadro sismico continua comunque a essere monitorata dagli esperti dell’Ingv, che seguono costantemente l’attività nell’area interessata.

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