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Maxi sequestro al porto di Ancona, dove i militari della Guardia di finanza, insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno bloccato un container proveniente dalla Cina contenente circa 13 tonnellate di un prodotto dichiarato come fertilizzante agricolo.

Durante i controlli, però, sono emersi alcuni elementi che hanno fatto sospettare che il contenuto non corrispondesse a quanto indicato nella documentazione doganale. Per questo motivo sono stati prelevati alcuni campioni e inviati ai laboratori dell’Agenzia delle Dogane per le analisi chimiche.

Gli esami hanno confermato la presenza di tiofanato metile, un fungicida vietato in tutta l’Unione Europea perché ritenuto pericoloso per la salute delle persone, degli animali e per l’ambiente. La sostanza, se inalata o ingerita, può provocare effetti nocivi, tra cui reazioni allergiche e possibili alterazioni genetiche.

Proprio la presenza di questo principio attivo ha permesso di stabilire che il prodotto non era un semplice fertilizzante, come dichiarato all’importazione, ma un fitofarmaco non autorizzato e quindi non commerciabile nei Paesi dell’Unione Europea.

Al termine degli accertamenti è stato disposto il sequestro dell’intero carico, pari a circa 13 tonnellate di prodotto. Il rappresentante legale della società importatrice è stato inoltre segnalato all’Autorità giudiziaria. Le ipotesi di reato contestate sono frode nell’esercizio del commercio e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

L’operazione rientra nelle attività di controllo messe in campo da Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane per contrastare l’ingresso nel mercato europeo di prodotti non autorizzati. Si tratta di un fenomeno che può rappresentare un rischio per la salute pubblica e per la sicurezza alimentare, ma anche creare una concorrenza sleale nei confronti delle aziende che rispettano le regole e sostengono costi più elevati per produrre e commercializzare prodotti conformi alla normativa.

Le autorità sottolineano che il porto di Ancona rappresenta un presidio strategico per la sicurezza dei traffici commerciali e assicurano che i controlli continueranno anche nei prossimi mesi. Resta comunque valido il principio della presunzione di innocenza: la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva di condanna.


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