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LORETO - "Non esistono parole umane per lenire una ferita così profonda, ma siamo qui per dire con la nostra presenza che tragedie come questa non devono ripetersi mai più nelle nostre comunità".
Sono le parole dell’arcivescovo prelato di Loreto (Ancona) e delegato pontificio, Fabio Dal Cin, pronunciate nella Basilica della Santa casa di Loreto durante l’omelia del funerale di Luigia Fortunato, detta Gina,la donna di 33 anni uccisa in casa dal marito Sami Khemaies, 39 anni, con circa 50 coltellate.
"Era verso mezzogiorno, quando il sole si oscurò e si fece buio su tutta la terra. Così il Vangelo ha descritto la morte di Gesù il venerdì santo. - ha aggiunto - Giovedì con la tragica morte di Luigia lo stesso buio è sceso sulla sua famiglia, sugli amici e su quanti l’hanno conosciuta. Ci fa piangere il cuore pensare a una mamma che ha trovato la morte in casa sua, che è il luogo dove dovremmo sentirci più sicuri, custoditi, compresi e amati. La casa si è trasformata in luogo di violenza e morte".
"La fede non toglie il dolore - ha concluso Dal Cin - ma ci dà la forza di non disperare e ci spinge anche a un comportamento, a una carità e a una solidarietà che deve essere concreta tra di noi, per rispettare la dignità di ogni persona. Sradicando la mentalità del dominio e del possesso che avvelena i nostri cuori".
Luigia lascia un figlio, che quella sera del 9 luglio, era dalla nonna. Il bimbo durante l’ultimo saluto ha pronunciato poche parole che hanno commosso tutti: "Mamma, sarò sempre buono".