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LORETO - Il caso dell’uccisione di Luigia Fortunato a Loreto riporta al centro del dibattito il tema del femminicidio e della corretta applicazione della normativa introdotta nel codice penale. A intervenire è la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, che sottolinea come l’efficacia delle leggi dipenda anche dall’interpretazione e dall’operato della magistratura.

"L’uccisione di Luigia Fortunato a Loreto e la qualificazione giuridica del reato contestato al presunto autore, ex compagno della vittima e padre di suo figlio, ripropone la questione del significato del femminicidio", afferma la ministra in una nota. Roccella evidenzia che il reato di femminicidio "non riguarda il genere della vittima, ma la ragione per la quale viene uccisa". 

La ministra ribadisce un principio già espresso in altre occasioni: "Uccidere una donna non è più grave che uccidere un uomo". A caratterizzare il femminicidio, spiega, è il movente legato alla condizione della donna, come il rifiuto di una relazione, la scelta di interromperla o l’affermazione della propria libertà personale.

Secondo Roccella, è proprio questa matrice storica e culturale a giustificare l’introduzione di una specifica fattispecie di reato. "A parità di situazione e di condizioni, un uomo sarebbe stato ucciso?", è la domanda che, secondo la ministra, aiuta a comprendere quando ci si trovi di fronte a un femminicidio.

Pur precisando di non voler entrare nel merito del caso specifico, conosciuto finora soltanto attraverso le ricostruzioni giornalistiche, Roccella esprime fiducia nel lavoro della magistratura. "Confido e auspico che la magistratura applichi la massima accuratezza interpretativa", dichiara, sottolineando che "non necessariamente un femminicidio implica la reiterazione di comportamenti" e che i fenomeni di discriminazione difficilmente vengono ammessi da chi li compie.

Per la ministra, affrontare la violenza contro le donne richiede "grande attenzione e consapevolezza nell’analisi del movente degli atti", evitando interpretazioni superficiali.

Roccella ricorda infine che l’Italia dispone di una normativa tra le più avanzate a livello internazionale. "L’Italia si è dotata di una legislazione che ci pone all’avanguardia a livello mondiale", afferma, evidenziando come il Governo abbia affiancato alle nuove norme un importante investimento nella formazione degli operatori, a partire dalla magistratura.

"Si tratta di un impegno corale, essenziale per prevenire e combattere la violenza una volta per tutte", conclude la ministra.
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