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SAN SEVERINO MARCHE - Da un viaggio drammatico attraverso la rotta libica a un contratto di apprendistato in una delle aziende simbolo del territorio. È la storia di Djimba Doumbouya, giovane originario della Guinea che, arrivato in Italia come minore straniero non accompagnato, oggi rappresenta un esempio concreto di integrazione sociale e lavorativa.
Nei giorni scorsi Djimba è stato ricevuto a Palazzo Municipale dal sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha voluto rendere omaggio a un percorso umano e professionale fatto di impegno, determinazione e collaborazione tra istituzioni, scuola e mondo del lavoro.
L’integrazione del giovane è iniziata grazie alla rete di accoglienza attivata dal Comune di San Severino Marche, che lo ha inserito nei programmi dell’Associazione Centro Servizi Immigrati Marche, da anni impegnata nella gestione dei percorsi di inclusione e nell’orientamento dei cittadini stranieri.
Fin dai primi mesi Djimba ha dimostrato grande volontà di costruire il proprio futuro, frequentando con profitto l’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato "Ercole Corridoni" di Corridonia. Docenti e compagni ne hanno apprezzato la serietà, la costanza e la forte motivazione nell’apprendere una professione.
Le competenze maturate durante il percorso scolastico gli hanno aperto le porte della Santoni Spa, eccellenza internazionale del settore calzaturiero di lusso. Quello che era nato come un tirocinio formativo si è trasformato in una concreta opportunità di lavoro: l’azienda, riconoscendo le qualità del giovane, ha deciso di assumerlo con un contratto di apprendistato, investendo sul suo futuro professionale.
Durante l’incontro con il sindaco Rosa Piermattei, alla presenza dell’assessore ai Servizi Sociali Michela Pezzanesi e delle assistenti sociali del Comune di San Severino Marche, Djimba ha espresso con profonda commozione la propria gratitudine alla comunità settempedana, alle istituzioni e a tutte le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso di crescita.
La sua vicenda dimostra come l’accoglienza, quando è sostenuta da una rete efficace di istituzioni, associazioni, scuola e imprese, possa trasformarsi in un autentico percorso di integrazione, capace di offrire opportunità concrete e di generare valore per l’intera comunità.