Condividi:
ANCONA – Si sono spacciati per appartenenti all’Arma dei Carabinieri e, facendo leva sulla paura e sull’urgenza, sono riusciti a convincere un uomo a trasferire decine di migliaia di euro sui loro conti correnti. Ma il raggiro, noto come truffa del "finto maresciallo", è stato ricostruito dai Carabinieri della Stazione Ancona-Principale, che hanno denunciato tre persone e sequestrato parte del denaro provento dell’illecito.
L’attività investigativa, condotta con rapidità e precisione dai militari dell’Arma, ha portato al deferimento in stato di libertà di tre uomini, ritenuti responsabili del reato di truffa aggravata.
I fatti risalgono allo scorso aprile, quando un 35enne residente ad Ancona è stato contattato telefonicamente da un individuo che si è qualificato come "Maresciallo dei Carabinieri di Ancona". Con il pretesto di dover bloccare presunte operazioni bancarie sospette in corso sul conto della vittima, il truffatore è riuscito a instaurare un clima di allarme e urgenza tale da convincere l’uomo a effettuare una serie di trasferimenti di denaro.
La vittima, fidandosi dell’interlocutore e credendo di mettere al sicuro i propri risparmi, ha così trasferito complessivamente 35 mila euro su conti correnti nella disponibilità dei malviventi.
Le indagini avviate immediatamente dai Carabinieri hanno consentito di raccogliere gravi e concordanti elementi indiziari nei confronti di tre uomini, rispettivamente di 42, 40 e 29 anni, residenti fuori regione. Tutti e tre risultano disoccupati e già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia.
L’azione investigativa non si è limitata all’identificazione dei presunti responsabili. Su richiesta degli inquirenti, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ancona ha emesso un decreto di sequestro preventivo che ha consentito ai militari di bloccare 11 mila euro rintracciati su diversi rapporti finanziari riconducibili agli indagati. Contestualmente è stato sottoposto a sequestro anche un ulteriore conto corrente postale.
L’operazione conferma l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle truffe e nella tutela del patrimonio dei cittadini. I militari rinnovano inoltre l’invito a prestare la massima attenzione a telefonate sospette e a diffidare sempre di chi, qualificandosi come appartenente alle forze dell’ordine o ad altre istituzioni, richieda trasferimenti di denaro o dati bancari. Nessuna istituzione, infatti, effettua richieste di questo tipo per telefono.
Si ricorda che le persone denunciate sono attualmente sottoposte a indagini e devono pertanto considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.