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MONSAMPOLO Un sottopasso ferroviario per “stappare” Piazza Falcone e Borsellino in frazione Stella e ridare ossigeno a un’area che rischia una lenta desertificazione commerciale. È questa la proposta dell’ingegner Pierluigi Caioni, già sindaco e consigliere d’opposizione a Monsampolo. L’intervento ipotizzato punta alla realizzazione di un collegamento sotto la linea ferroviaria, considerato decisivo per migliorare viabilità, sicurezza e connessioni tra la zona della Salaria, la circonvallazione e le aree industriali e residenziali circostanti. Tra gli obiettivi anche il collegamento con le piste ciclabili lungo l’argine del Tronto e l’asse viario di via Colombo oltre che con il sottopasso anche attraverso una direttrice che da via Bramante si ricongiunga alla stessa Piazza Falcone e Borsellino. Un progetto che, nelle intenzioni, dovrebbe contrastare la chiusura progressiva delle attività commerciali e il progressivo svuotamento del tessuto sociale della piazza. Caioni rivolge un appello all’attuale consiglio comunale formato dalla sola maggioranza ed al sindaco Massimo Narcisi al suo secondo mandato. «Siamo davanti a un’area strategica che sta lentamente morendo – afferma – e che avrebbe bisogno di infrastrutture vere, non di interventi tampone. Il sottopasso ferroviario non è un capriccio urbanistico, ma una necessità per rimettere in connessione una parte fondamentale del territorio». Un progetto preliminare completo di computo metrico era già stato redatto dallo studio SAGI su amichevole invito dello stesso Caioni e proposto all’impresa Edilstella che in quella piazza deve ancora da realizzare 8 palazzine. L’ex primo cittadino interviene anche sui temi della sicurezza e della mobilità: «Oggi la viabilità sulla Salaria è sempre più congestionata e meno sicura anche a causa della mancata realizzazione della rotatoria all’incrocio con via Colombo. Un’opera di questo tipo (il sottopasso), consentirebbe di alleggerire il traffico e creare continuità urbana tra le diverse aree del paese». Non manca la critica politica: «Il problema è che, nonostante risorse potenzialmente disponibili anche attraverso il PNRR, manca una visione complessiva. Si procede senza una regia, mentre i commercianti chiudono e i residenti se ne vanno». Caioni rilancia infine la necessità di una svolta: «Non servono promesse, ma cantieri. Senza infrastrutture, sviluppo e lavoro restano solo parole prive di significato e un territorio senza lavoro è un territorio che si spegne lentamente».