Condividi:
ANCONA – “La questione del mosciolo selvatico del Conero è un tema troppo serio per essere affrontato con semplificazioni o con logiche di schieramento”.
A sostenerlo è Angelica Palumbo, consulente del settore pesca, che analizza la questione del mosciolo selvatico.
“Parliamo di una risorsa – prosegue Palumbo - che rappresenta identità, cultura, tradizione, economia e biodiversità e che, proprio per questo, richiede un approccio basato su conoscenza, responsabilità e dati oggettivi.
Ritengo sia necessario fare alcune precisazioni per offrire una lettura completa della situazione. Innanzitutto il mosciolo, in quanto mitile selvatico, non è presente esclusivamente a Portonovo. Il mitile selvatico è una risorsa presente anche in altre aree del nostro mare. Portonovo rappresenta certamente un simbolo fortemente identitario per la città di Ancona e per l’intero territorio del Conero, ma è importante distinguere l’aspetto simbolico dalla distribuzione naturale della specie”.
“La cozza selvatica – aggiunge la consulente del settore pesca - costituisce una risorsa che, probabilmente più di chiunque altro, sta a cuore ai pescatori professionisti autorizzati alla raccolta dei mitili. Per loro non rappresenta semplicemente un prodotto da commercializzare: è lavoro, economia, tradizione e fonte di sostentamento. Ed è proprio per questo motivo che la risorsa viene preservata.
Il prodotto che non ha ancora raggiunto la misura prevista non viene raccolto e viene lasciato crescere naturalmente. Il prodotto che invece raggiunge la taglia commercializzabile viene prelevato seguendo la richiesta del mercato, limitando il prelievo al minimo necessario. Anche quest’anno i pescatori professionisti continueranno a fare la loro parte, adottando un approccio prudente e responsabile nella gestione della risorsa.
L’attività è inoltre sottoposta a controlli da parte della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza – Sezione Navale, che svolgono un’importante funzione di vigilanza e di controllo sul rispetto delle regole.
Ricordiamo inoltre che Ancona rappresenta una realtà particolare, essendo l’unica zona nella quale vige una deroga che consente il prelievo sportivo e amatoriale del mitile selvatico. Una scelta sostenuta negli anni dagli stessi pescatori professionisti proprio in considerazione dell’enorme valore identitario che questa risorsa rappresenta per la città.
Proprio per questo oggi si chiede uno sforzo collettivo e un grande senso di responsabilità da parte di tutti nel rispettare regole che sono poche ma fondamentali: raccogliere esclusivamente il prodotto che abbia raggiunto la misura minima prevista di 5 centimetri e rispettare il limite massimo consentito di 3 chilogrammi.
L’auspicio è che le condizioni climatiche possano essere favorevoli alla sopravvivenza di questo mollusco tanto amato dai cittadini e non solo, considerando che i cambiamenti ambientali e le alterazioni delle condizioni marine rappresentano oggi elementi che meritano particolare attenzione.
Continuiamo a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione.
Per quanto riguarda la nomina della Consulta Pesca regionale, la posizione sul ritardo accumulato è stata già espressa nei giorni scorsi. Ci è stato assicurato che la prossima settimana si procederà alla nomina e attendiamo che ciò avvenga.
Per i ristori, ci è stato riferito che dovrebbero arrivare entro la fine del mese di maggio. Anche in questo caso – conclude Palumbo - auspichiamo che agli impegni assunti seguano fatti concreti”.