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ASCOLI PICENO - Sarà l’inchiesta della Procura di Ascoli a chiarire se Stefania Clemente, 60 anni di Folignano, poteva essere salvata. La donna è morta nella sua abitazione poche ore dopo essere stata dimessa per due volte dal pronto soccorso dell’ospedale Ospedale Mazzoni, dove si era recata accusando forti dolori addominali. A seguito della denuncia presentata dai figli, due medici del nosocomio ascolano risultano ora indagati per omicidio colposo.
La vicenda risale allo scorso 9 maggio. Quel giorno Stefania Clemente aveva iniziato a sentirsi male e il figlio Francesco Gasperi l’aveva accompagnata al pronto soccorso. Dopo gli accertamenti effettuati dai sanitari, la sessantenne era stata dimessa poco prima delle 18 con una diagnosi di colica renale in remissione.
Rientrata a casa, però, i dolori non si erano attenuati. Dopo una telefonata alla guardia medica da parte dell’altro figlio, Stefano, i due fratelli avevano deciso di riportare la madre in ospedale intorno alle 22. Anche il secondo accesso si era concluso con una dimissione: la donna era stata rimandata a casa verso le 2.15 con la diagnosi di stipsi e l’indicazione di effettuare un clistere.
La mattina seguente la tragedia. Stefania Clemente è morta nella sua abitazione. I figli, assistiti dall’avvocato Fabrizia Cangemi, si sono quindi rivolti ai carabinieri chiedendo di fare piena luce sull’accaduto e di accertare se la madre potesse essere salvata.
Il sostituto procuratore Saramaria Cuccodrillo ha disposto l’autopsia, affidata al medico legale Francesca Fedeli. Presenti anche i consulenti di parte Mauro Bacci e Loredana Buscemi. Dai primi riscontri, il decesso sarebbe stato causato da un infarto intestinale. La perizia definitiva arriverà entro sessanta giorni.
La vicenda risale allo scorso 9 maggio. Quel giorno Stefania Clemente aveva iniziato a sentirsi male e il figlio Francesco Gasperi l’aveva accompagnata al pronto soccorso. Dopo gli accertamenti effettuati dai sanitari, la sessantenne era stata dimessa poco prima delle 18 con una diagnosi di colica renale in remissione.
Rientrata a casa, però, i dolori non si erano attenuati. Dopo una telefonata alla guardia medica da parte dell’altro figlio, Stefano, i due fratelli avevano deciso di riportare la madre in ospedale intorno alle 22. Anche il secondo accesso si era concluso con una dimissione: la donna era stata rimandata a casa verso le 2.15 con la diagnosi di stipsi e l’indicazione di effettuare un clistere.
La mattina seguente la tragedia. Stefania Clemente è morta nella sua abitazione. I figli, assistiti dall’avvocato Fabrizia Cangemi, si sono quindi rivolti ai carabinieri chiedendo di fare piena luce sull’accaduto e di accertare se la madre potesse essere salvata.
Il sostituto procuratore Saramaria Cuccodrillo ha disposto l’autopsia, affidata al medico legale Francesca Fedeli. Presenti anche i consulenti di parte Mauro Bacci e Loredana Buscemi. Dai primi riscontri, il decesso sarebbe stato causato da un infarto intestinale. La perizia definitiva arriverà entro sessanta giorni.