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CERRETO D’ESI - "Il posto delle istituzioni è qua, c’è preoccupazione e concordo con chi ha detto che non è questo il metodo di ristrutturare un’azienda, è offensivo nei confronti di una comunità regionale". Sono le parole del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, pronunciate questa mattina davanti ai lavoratori Electrolux in presidio a Cerreto d’Esi (in provinci di Ancona).
La multinazionale svedese, infatti, nel suo piano di esuberi ha annunciato la chiusura dello stabilimento marchigiano. Acquaroli si è recato sul posto insieme all’assessore regionale al Lavoro, Tiziano Consoli.
"È una partita difficilissima, il contesto c’è e la crisi anche ma non può essere una scusa. - ha aggiunto Acquaroli - Le aziende hanno ricevuto un sostegno quando lo hanno chiesto, affinché non si chiudesse e si ristrutturasse la capacità produttiva". Il presidente ha poi parlato dell’incontro che si svolgerà oggi pomeriggio in Regione con le rappresentanze sindacali e ha affermato di aver parlato con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha fissato un tavolo a Roma il 25 maggio.
"Il destino di Cerreto d’Esi è profondamente legato alla produzione industriale dell’elettrodomestico. - ha affermato Grillini - Ringrazio il presidente Acquaroli e l’assessore Consoli: siamo pronti a fare la nostra parte all’interno di una iniziativa politico istituzionale che disegni una strategia industriale di lungo respiro, che tuteli il know-how e la dignità dei lavoratori".