Condividi:

Ha fatto “Rumore” di nome e di fatto la mostra che si è chiusa ieri, domenica 10 maggio in Palazzina Azzurra e dedicata agli abiti di Raffaella Carrà.

Gli organizzatori si sono infatti accorti che mancavano due cinture di Swarovski trafugate da altrettanti vestiti dell’iconica showgirl, che erano esposti al primo piano della struttura.

Un’amara scoperta che ha fatto scattare la denuncia ai Carabinieri, i quali hanno avviato le indagini e in mattinata hanno effettuato un sopralluogo nella struttura comunale.
Non ci sarebbero segni di effrazione, elemento che porta gli organizzatori a ritenere verosimile che il furto sia stato compiuto durante l’orario di apertura al pubblico.

Qualcuno, potrebbe aver rapidamente sfilato le due cinture occultandole all’interno di qualche borsa.

Il problema è che non ci sarebbero telecamere di videosorveglianza dentro e fuori la Palazzina Azzurra, dunque il lavoro degli investigatori per individuare l’autore o gli autori sarà alquanto complicato, anche perché la mostra "Rumore" in tre settimane è stata visitata da migliaia di persone.

Gli abiti indossati da Raffaella Carrà appartengono a Giovanni Gioia e Vincenzo Mola, collezionisti che custodiscono oltre 300 costumi di scena legati all’artista scomparsa nel 2021.

E al di là del valore commerciale,  da calcolare tramite le assicurazioni, c’è quello immateriale di beni legati alla cultura televisiva italiana.

Tutti gli articoli