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Tre persone, due delle quali residenti nelle Marche, sono al centro di una delicata inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila che ipotizza la diffusione e detenzione di materiale pedopornografico tramite canali digitali.
Gli indagati sono un sessantatreenne della Vallata del Tronto, un sessantenne del Pesarese e un cinquantanovenne della provincia di Pescara. Secondo gli inquirenti, il soggetto pescarese avrebbe condiviso oltre tremila file, mentre al pesarese viene contestato di aver immesso in rete circa 700 immagini. Per l’uomo della Vallata del Tronto si parla invece di quasi 500 file diffusi online.
Le indagini si sono basate su analisi tecniche di dispositivi informatici, connessioni e traffico dati, che avrebbero permesso di ricostruire una rete di scambio di materiale illecito su piattaforme digitali. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati computer, telefoni e supporti di memoria, ora al vaglio degli specialisti per accertamenti tecnici.
Per gli investigatori si tratterebbe di un’attività non occasionale ma continuativa e strutturata. La fase istruttoria è considerata decisiva per definire le singole responsabilità e rafforzare il quadro probatorio.
Nei prossimi giorni i tre indagati saranno ascoltati dall’autorità giudiziaria. Il sessantatreenne ascolano, assistito dall’avvocato Umberto Gramenzi, e il sessantenne pesarese compariranno entro fine maggio davanti al gip della Direzione distrettuale di Ancona, competente dopo il trasferimento del fascicolo.