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Sarà una giornata decisiva quella di domani per le indagini sull’omicidio di Niko Tacconi, il barbiere di 34 anni ucciso domenica sera in un appartamento di via Pergolesi, nel quartiere Borgo Solestà ad Ascoli Piceno.

In mattina anche l’udienza di convalida dell’arresto. In quell’occasione il giudice per le indagini preliminari ascolterà l’indagato, Emanuele Bellini, collegato in videoconferenza dal carcere.


Nella tarda mattinata di venersì la Procura conferirà l’incarico per l’autopsia ai medici legali dell’Azienda sanitaria territoriale di Ascoli, Massimo Senati e Francesco Brandimarti. L’esame sarà fondamentale per chiarire con precisione le cause della morte e ricostruire la dinamica dell’aggressione.

Sul piano medico-legale, i consulenti dovranno analizzare nel dettaglio le ferite riscontrate sul corpo della vittima, verificando la presenza di lesioni da arma da taglio, il loro numero, la profondità e la compatibilità con la dinamica del decesso. Secondo una prima ricostruzione, Tacconi sarebbe morto a causa di uno choc emorragico provocato da una ferita penetrante all’addome.

Un elemento centrale dell’indagine sarà anche la compatibilità delle lesioni con il coltello sequestrato dai carabinieri, un’arma da cucina con lama di circa 17 centimetri, ritenuta quella utilizzata nel corso della lite.

Restano inoltre sotto esame le dichiarazioni dell’indagato, attualmente detenuto con le accuse di omicidio volontario, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Bellini ha riferito agli inquirenti che il fendente sarebbe stato accidentale, sostenendo che la vittima si sarebbe avventata contro di lui mentre impugnava il coltello senza esercitare forza.

Gli accertamenti autoptici dovranno quindi stabilire se la natura e la direzione dei colpi siano compatibili con questa versione dei fatti o se confermino invece una dinamica diversa rispetto a quella descritta dall’indagato.

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