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PESARO - L’inchiesta sugli affidamenti del Comune di Pesaro tra il 2019 e il 2024, che coinvolge anche l’ex sindaco di Pesaro e ora europarlamentare dem Matteo Ricci, si arricchisce di nuovi indagati e di una nuova accusa, quella di peculato che riguarda altre persone coinvolte in precedenza.

Il numero di persone indagate dalla Procura di Pesaro, secondo quanto anticipano oggi alcuni quotidiani, sale da 25 a 27 con l’iscrizione anche di un ex ufficio stampa del Comune e dell’ex vicesegretaria generale dell’amministrazione comunale.

Mentre l’ulteriore contestazione che chiama in causa Ricci, al quale è stata già mossa l’accusa di corruzione, è quella di peculato per circa 10mila euro ed è relativa alle cene promosse nel 2024 dall’ex sindaco nelle case di varie famiglie italiane per promuovere il suo tour "Pane e politica" nella corsa verso il Parlamento europeo: parte delle spese per queste iniziative politiche, secondo l’accusa, sarebbe stata coperta con soldi pubblici stanziati dal Comune con il coinvolgimento di allora dirigenti del Comune.

L’inchiesta cosiddetta "Affidopoli" riguarda presunti illeciti gara ad alcune associazioni culturali no profit per circa 600mila euro in appalti e affidamenti diretti da parte del Comune tra il 2019 e il 2024, che coinvolge funzionari, imprenditori (tra cui Stefano Esposto), l’ex sindaco Ricci e il suo ex collaboratore Massimiliano Santini.

Nell’ambito di questo procedimento giudiziario, Ricci era stato sentito nell’estate 2025 dai magistrati pesaresi e aveva respinto ogni accusa. Cosa che continua a fare anche oggi:

 "Mi dichiaro completamente estraneo ai fatti, esattamente come per i fatti contestati nel luglio scorso". Lo ribadisce in una nota l’ex sindaco di Pesaro e ora europarlamentare dem Matteo Ricci in ordine alle indiscrezioni di stampa relative "a un’ipotesi di reato di peculato di 10 mila euro a mio carico".

"In 15 anni di amministrazione locale non mi sono mai occupato di appalti, affidamenti e fornitori, tanto meno di videomaker. - afferma Ricci in una nota - Per legge infatti non è un compito del sindaco ma della struttura amministrativa". "Nel caso specifico indicato stiamo parlando di dirette Facebook, di cene in famiglia, - prosegue Ricci - delle quali si occupava Massimiliano Santini, incaricato in Comune come responsabile della gestione dei miei canali social".

"Tutti coloro che hanno lavorato con me - sottolinea l’europarlamentare dem - sanno quanto fossi intransigente e chiedessi il massimo rigore a tutta la struttura nella gestione di ogni singolo euro speso. Per quello che è di mia conoscenza, mai il Comune ha fatto spese improprie, e tutta la macchina comunale che ho conosciuto è composta da persone serie e rigorose".

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