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FANO. Il movente, la situazione familiare, la dinamica di quanto accaduto nella notte di Pasquetta. Dopo l’interrogatorio in carcere di Rafi, i carabinieri continuano ad indagare su più fronti per fare piena luce sul tentato triplice omicidio, avvenuto nell’abitazione di via XI Settembre a Fano. Il 21enne originario del Bangladesh ha aggredito e accoltellato il fratello di 16 anni e i genitori nella notte tra lunedì e martedì. Davanti al gip, che ha convalidato l’arresto con la misura cautelare in carcere, ha detto che il suo è stato un raptus, non voleva uccidere nessuno. Il suo avvocato, Andrea Floriani, ha aggiunto che il ragazzo ha chiesto scusa e ha chiesto come stessero i familiari. Dall’ultimo bollettino medico dell’ospedale regionale di Torrette, dove i tre sono ricoverati, resta in prognosi riservata il padre, mentre sono in miglioramento le condizioni della madre e del 16enne. Non appena sarà possibile, gli inquirenti ascolteranno i familiari per riuscire ad avere più informazioni sia su quanto accaduto quella notte, sia sul contesto nel quale sono avvenute le aggressioni. Elementi che potrebbero delineare con più precisione il movente. Il legale ha ribadito, anche dopo l’udienza di convalida, il disagio interiore di Rafi, alimentato dai dissidi con il padre, che, secondo lui, aveva una preferenza nei confronti dell’altro figlio. Una situazione che aveva generato nel ragazzo una rabbia repressa. Terzo fronte di indagini, la dinamica. Dalle ricostruzioni, Rafi è rientrato a casa intorno alle 3,30 di notte dopo essere stato in un pub. Secondo chi lo ha visto in strada dopo il fatto, era alterato dall’alcol. Ha Al piano terra è iniziata una lite con il fratello, che pii +è degenerata. Sono intervenuti i genitori, che si trovavano al livello superiore. I tre sono stati accoltellati in varie parti del corpo. Tre coltelli da cucina erano sporchi di sangue, Uno è rimasto conficcato nella schiena del padre.  

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