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Armati di bastoni erano pronti a mettere in atto un vero e proprio agguato contro i sostenitori della Maceratese diretti ad Ascoli per la trasferta contro l’Atletico. 

Momenti di altissima tensione nel pomeriggio di domenica 22 marzo, quando un gruppo di circa 25 ultras incappucciati è stato intercettato nei pressi del casello autostradale di Civitanova Marche.

Solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine ha evitato il peggio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, le “Volanti” del Commissariato di Civitanova Marche, la Digos di Macerata, i Carabinieri e la Polizia Locale, riuscendo a disperdere il gruppo prima che la situazione degenerasse.

La fuga degli ultras non è bastata a garantirgli l’impunità: due veicoli sono stati fermati poco dopo. Durante i controlli, gli agenti hanno scovato aste di metallo nascoste sotto le auto e una mazza da baseball nel bagagliaio. Elementi che, secondo gli investigatori, confermerebbero la chiara intenzione di colpire.

Il bilancio è di 7 persone denunciate per porto di oggetti atti a offendere e violazioni delle norme sulle manifestazioni sportive.

Dietro l’episodio si nasconderebbe una spirale di vendette tra tifoserie.

Il raid, infatti, sarebbe una ritorsione per quanto accaduto lo scorso 14 dicembre, quando erano stati i tifosi della Maceratese a tentare un’aggressione ai rivali, anche in quel caso fermata in extremis dalle forze dell’ordine. Allora furono 14 gli ultras denunciati, con l’emissione di diversi Daspo.

La tensione resta altissima e le autorità corrono ai ripari: il Prefetto di Macerata, su indicazione del CASMS, ha disposto il divieto per i tifosi della Civitanovese di seguire la squadra nelle prossime due trasferte. Una misura drastica, già adottata in passato anche contro la tifoseria maceratese.

Un’escalation preoccupante che riaccende i riflettori sulla sicurezza negli eventi sportivi locali.

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