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PESARO - Un arsenale di armi chimiche affondate dai nazitedeschi nell’estate del 1944 in mare. Erano nascoste nelle gallerie ferroviarie di Urbino. 100 mila ordigni caricati con iprite ed arsenico, localizzati in sei punti, a una distanza di 4-5 miglia. Un gruppo di associazioni ambientaliste non vuole che la questione finisca nel dimenticatoio. Incalzano istituzioni e autorità affinché si arrivi ad una bonifica.
La presenza dei residuati bellici è contenuta in un rapporto segreto militare dal Sonderkommando Meyer, datato 1944. Ma nel corso degli anni sono arrivate altre conferme. Nel 1951, una certificazione scritta del sottosegretario di Stato alla Marina Mercantile Fernando Tambroni in risposta ad un’interrogazione dell’onorevole Enzo Capalozza. Ma non venne disposta nessuna bonifica. E ancora i dati ufficiali della Marina militare Italiana e dell’istituto Idrografico della Marina di Genova. Ha approfondito la questione, il giornalista d’inchiesta Gianni Lannes. A Pesaro ha indicato con precisione i punti dove si trovano le armi chimiche.
Nel corso degli anni altre interrogazioni parlamentari, vedi quella di Oriano Giovanelli. E, a livello locale, le lettere inviate ai Governi in carica da parte degli ex sindaci Matteo Ricci e Luca Ceriscioli. Nessuna risposta.