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Truffa a Santa Vittoria in Matenano dove, nei giorni scorsi, a conclusione degli
accertamenti, i militari della locale stazione carabinieri hanno denunciato in stato di libertà tre persone, un
42enne pugliese, un 41enne campano e una libanese di 33 anni.

I tre, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del
reato di truffa, avvenuta nel mese di gennaio 2026, avrebbero
utilizzato un’utenza telefonica intestata alla donna straniera, facendo da intermediari tra una società di assicurazioni e il denunciante
residente in Santa Vittoria in Matenano. Si sono fatti accreditare così dalla vittima, tramite un giroconto confluito su
un IBAN riconducibile a uno dei due uomini, la somma di 460 euro.
Il denaro è stato successivamente versato
su un altro conto corrente, sempre riconducibile ai denunciati, che si sono poi resi irreperibili.

L’importante
attività investigativa condotta dai Carabinieri di Santa Vittoria in Matenano ha permesso di ricostruire l’intera
vicenda, risalire all’identità dei presunti responsabili e disarticolare il meccanismo fraudolento.
Per il reato di truffa (Art. 640 del Codice Penale), la legge
italiana prevede la pena della reclusione da sei mesi a tre anni, le pene sono aumentate, con reclusione da uno
a cinque anni in presenza di specifiche aggravanti.

Per prevenire reati come quello scoperto, i carabinieri raccomandano di adottare alcune precauzioni
fondamentali, tra le più importanti:
diffidare delle apparenze e verificare la provenienza poiché molte truffe avvengono tramite telefonate, SMS o
email che sembrano provenire da enti noti come banche, assicurazioni, enti pubblici; controllare sempre
l’indirizzo email o il numero di telefono e, in caso di dubbi, contattare direttamente l’ente attraverso i
canali ufficiali (ad esempio, il numero presente in bolletta o sul sito web);
non agire d’impulso perché i truffatori spesso fanno leva sul senso di urgenza (ad esempio, avvisi di servizi
in scadenza o conti in blocco) per indurre la vittima ad agire immediatamente quindi prendere sempre tempo
per verificare la veridicità della comunicazione prima di compiere qualsiasi azione; massima cautela con i dati personali e finanziari: non comunicare mai dati personali, credenziali
bancarie o codici dispositivi;
le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini;
non aprire la porta agli sconosciuti e, se qualcuno si presenta alla vostra porta spacciandosi per
rappresentante di una compagnia o un tecnico, non aprire e non fidarsi del solo tesserino, tutte le
aziende di servizi preannunciano sempre le loro visite.

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