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ASCOLI - Una corsa contro il tempo che, nelle ultime ore, ha definitivamente chiarito il quadro politico: saranno due i candidati alla carica di presidente della Provincia di Ascoli alle elezioni del 15 marzo. Da una parte il presidente uscente, Sergio Loggi, sindaco di Monteprandone ed espressione del centrosinistra. Dall’altra Fabio Salvi, primo cittadino di Venarotta, scelto dal centrodestra come figura civica e trasversale, ritenuta capace di raccogliere consensi anche oltre i confini tradizionali della coalizione.

Dopo giorni di trattative e ipotesi rimaste in sospeso, il deposito delle candidature è avvenuto questa mattina e ha sciolto le riserve. Il centrosinistra ha deciso di puntare sulla continuità, confermando Loggi alla guida della coalizione. Una scelta che mira a valorizzare il lavoro svolto negli ultimi anni alla guida dell’ente e a garantire stabilità in una fase considerata delicata per il territorio. Sul fronte opposto, il centrodestra ha virato su un profilo civico. Salvi, amministratore stimato e ben visto dai rappresentanti delle diverse anime della coalizione, è stato individuato come candidato in grado di rappresentare un punto di equilibrio. Una soluzione condivisa che, nelle intenzioni, dovrebbe rafforzare la competitività dello schieramento.

Il voto del 15 marzo riguarderà esclusivamente il rinnovo del presidente: il Consiglio provinciale resterà infatti in carica fino a settembre. Una tornata “monca” dal punto di vista istituzionale, ma politicamente significativa, perché determinerà la guida dell’ente per i prossimi anni. Le operazioni di voto si svolgeranno nella sede della Provincia, in piazza Simonetti. Potranno votare sindaci e consiglieri comunali dei 32 Comuni del territorio attualmente in carica: in totale 404 elettori. Il sistema è quello del voto ponderato, con un peso diverso assegnato in base alla fascia demografica del Comune di appartenenza. Non parteciperà al voto San Benedetto del Tronto, attualmente commissariato: un’assenza che incide sugli equilibri complessivi. Il confronto, ora, entra nel vivo. Archiviata la fase delle candidature, si apre quella del dialogo politico e della ricerca dei consensi tra gli amministratori locali. La sfida è lanciata: continuità o cambiamento, saranno i ’grandi elettori’ a decidere il futuro della Provincia. I 32 Comuni sono divisi in cinque fasce, dalla A alla E, con diverso indice di ponderazione. Nella fascia E, quella con il coefficiente più alto, rientra solo Ascoli Piceno; nella fascia A, dove il voto pesa meno, figurano tra gli altri Acquasanta e Arquata. In fascia D, invece, Grottammare e Monteprandone.

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