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Il Carnevale ascolano conferma la sua forza nonostante il tempo incerto, richiamando migliaia di persone nel cuore della città e trasformando ancora una volta il centro storico in un grande palcoscenico popolare.
Nella città delle cento torri, la tradizione si rinnova tra satira, identità e partecipazione. Le maschere e le macchiette hanno animato soprattutto Piazza del Popolo e Piazza Arringo, da sempre cuore pulsante della manifestazione. Qui la creatività ascolana ha intrecciato temi nazionali e questioni cittadine, con lo stile irriverente che contraddistingue l’evento. Tra gli spunti più commentati, la presenza “immaginaria” di Fabrizio Corona allo storico Caffè Meletti, riletta in chiave locale. Non sono mancati riferimenti ai lavori in corso proprio in piazza Arringo, diventati materiale perfetto per ironizzare su disagi e polemiche quotidiane. Spazio anche alla politica cittadina. In maschera l’assessore allo sport Nico Stallone, che ha mostrato un dipinto raffigurante il sindaco Marco Fioravanti, richiamando lo stile del celebre ritratto di Giorgia Meloni apparso nei mesi scorsi in una chiesa romana. Tra la folla, travestiti, anche il presidente del consiglio comunale Alessandro Bono e il capogruppo di minoranza Gregorio Cappelli: un segnale di come il Carnevale riesca a coinvolgere istituzioni e cittadini senza distinzioni di ruolo. Non sono mancati omaggi alla storia sportiva cittadina, con riferimenti al presidentissimo dell’Ascoli Calcio 1898 FC, Costantino Rozzi, figura ancora amatissima. E poi l’attualità infrastrutturale, con il nuovo ponte tra Monticelli e Castagneti finito nel mirino creativo dei gruppi mascherati. «Una grande edizione, con tante idee e soprattutto tanta partecipazione popolare», ha commentato il sindaco Marco Fioravanti al termine del pomeriggio, più volte coinvolto dalle esibizioni itineranti. Il programma prosegue martedì con l’ultima giornata del concorso mascherato: al termine saranno annunciati i gruppi in nomination. La premiazione finale è in calendario domenica 22 febbraio al Teatro dei Filarmonici, dove calerà il sipario su un’edizione che, ancora una volta, ha dimostrato come il Carnevale ascolano sia molto più di una festa: un racconto collettivo capace di unire satira, memoria e orgoglio cittadino.

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