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Interviste post Samb-Torres 1-2

MARCO MANCINELLI (allenatore Samb): Io come ho detto ai ragazzi la Samb che voglio vedere è quella del secondo tempo, nel primo tempo ero consapevole che con quel sistema di gioco avremmo fatta fatica a prenderli, ma volevamo fare un primo tempo un po' più solito facendo rifiatare qualche giocatore che aveva giocato giovedì, nel secondo tempo cambiare per provare a vincere la partita. Anche nel primo abbiamo creato, nel secondo tempo abbiamo creato diverse occasioni per segnare, ma il problema è che dopo l'1-1 abbiamo cambiato completamente l'inerzia della partita e la Torres era chiusa in area. Non possiamo prendere gol su palla inattiva in quel modo, su azione ci può stare perché eravamo consapevoli di rischiare, dobbiamo capire che quell'area di rigore è casa nostra, bisogna morire piuttosto che prendere gol, una situazione di attenzione.

La situazione sta peggiorando, la verità è quella, ma io devo prendere il buono, intervenire sul fattore attenzione non è semplice, il giocatore deve capire. In questo momento o siamo tutti disfattisti e alziamo bandiera bianca ma per me non esiste. Dobbiamo capire che se facciamo il tempo in quel modo possiamo fare punti con chiunque, se l'atteggiamento è propositivo possiamo provare a vincere le partite ma non possiamo prescindere dall'attenzione del particolare, questo conterà nel girone di ritorno. Oggi due disattenzioni, soprattutto la seconda imperdonabile, perché c'era la possibilità di andare a vincere la partita, si provava a vincere. Ma se si prende gol così diventa dura, la Torres si è chiusa con le unghie e con i denti, gol l'abbiamo anche fatto, si volta pagina e si lavora in campo che è l'unica cosa che sappiamo fare.

Il problema è che la Torres è dall'inizio di campionato che sta in fondo, ha maturato una certa coscienza, e che per salvarsi bisogna avere una attenzione massima, noi invece siamo stati sempre fuori, è una questione di attitudine a fare un certo tipo di campionato. Noi questo lo dobbiamo trovare ma in fretta, le partite sono sempre meno e servono sempre più punti. 

Konate negli ultimi 10 giorni ha fatto 40 minuti di allenamento, solo la rifinitura di sabato. Io sono qui da 4 giorni, vero che ho chiesto ai ragazzi una attitudine importante, ma non voglio neanche perdere Konate in due mesi. Vero che nel secondo tempo è entrato, un conto entrare dall'inizio. Per come gioco io so che lui è un giocatore importante, si è visto nel secondo tempo, e così per Parigini. Chiaro che da qui alla fine dobbiamo portare i giocatori a dare il massimo. Lulli? Giovedì è stato uno di quelli che ha dato mentalmente uno stimolo alla squadra in un primo tempo drammatico contro la Juve, l'ho messo dentro per dare esperienza e grinta alla nostra partita. 

Il problema di questa partita era che non si può prendere il secondo gol, c'erano ottime probabilità per fare male e provare a vincere, perché quello era l'andamento della partita. Nel primo tempo i giocatori sono andati in difficoltà, uscivamo troppo tardi a sinistra con Tosi sul loro quinto, cosa che invece ha fatto Piccoli nella ripresa. Chiaro che negli scontri diretti vai in svantaggio la salita diventa ripida.

Io finché non vedo il carro funebre passare non è finita, altrimenti qui ci facciamo il funerale, bisogna trovare dentro di noi le energie e le forze per migliorare queste situazioni. Io sono convinto che palle gol e gioco lo faremo, se l'avversario è più bravo va bene. Sulle palle inattive non bisogna concedere nulla. Ho visto su ogni cross punizione o angolo troppa leggerezza, in primis io mi ci metto. In pochi giorni abbiamo lavorato poco, per il tempo, devo insistere di più ma i giocatori devono tirare su la testa, il momento è difficile, si prendono le parole ma se andiamo a Ravenna facendo l'agnello sacrificale non partiamo neanche. Dobbiamo giocare con la massima attenzione e concentrazione. 

I due primi tempi peggiori dell'anno? Sono d'accordo, a Torino quando cambi modo di giocare e sistema di gioco, è normale incontrare delle difficoltà, e in quel momento la squadra peggiore è la Juve perché hanno qualità e motore e sono spensierati. Ero consapevole di incontrare delle difficoltà. Oggi pensavo un po' meno, sapevo che oggi dovevamo giocare 4-2-3-1 ma volevo vedere altre cose dai miei giocatori, ci sono state a tratti. Nel secondo tempo abbiamo sistemato le cose ed è venuta fuori un'altra partita, la Samb che si deve salvare deve giocare come nel secondo tempo. Dobbiamo essere quelli per 95 minuti.

Pezzola in panchina? Io ho grande stima di lui, oggi era un discorso di caratteristiche, Zini da centrale è il più veloce e rapido che abbiamo, volevo una partita aggressiva e alta come nel secondo tempo, poteva dare più garanzie in profondità e volevo aggressività in avanti. Inoltre Zini due partite da terzino potrebbe fare fatica a reggerle perché a livello muscolare può soffrire, ma lo volevo in campo, poi ho voluto dare una possibilità a Zoboletti che so quanto ci tiene. In corsa abbiamo corretto, forse si poteva fare prima ma avevo fatto tre cambi.

Perché mandato via dopo Arezzo? Non è il momento, non conta niente, conta il presente della Samb.

Da questi momenti si esce solo con grande solidità e grande attenzione su ogni particolare, è il particolare che fa la differenza, poi magari porti a casa la partita che non ti aspetti. Per noi il centimetro fa la differenza tra vincere, perdere, vita e morte calcistica. Prepareremo la partita ma da adesso in avanti quello che conta di più è l'attenzione di determinate situazioni.

PARIGINI (giocatore Samb): Io faccio pochi gol perché non sono un attaccante d'area, sono più un uomo assist. Oggi non ci siamo riusciti, questo mi dispiace, ma in ogni partita cerchiamo di dare il massimo. 

Sicuramente come gruppo squadra siamo forti, i risultati non lo dicono. Io mi alleno da un mese e lo vedo, stiamo trovando forte difficoltà, oggi siamo partiti bene poi abbiamo perso le misure, anche contro la Juve abbiamo avuto difficoltà. Io posso dire che dobbiamo essere uniti. A Siracusa le prime 10 partite abbiamo fatto zero punti poi ne siamo usciti. Sicuramente a San Benedetto occorre dare di più, io a livello di esperienza e curriculum ho qualcosa in più, è stato un gran secondo tempo.

A livello di modulo questo mi è adatto, esterno d'attacco, come seconda punta ero adattato e facevo fatica. Però noi più esperti dobbiamo tirare qualcosa fuori e i giovani ci devono seguire.

In questo momento la testa è pesante, San Benedetto è una piazza difficile ma bella. Noi nella ripresa siamo partiti fortissimo, abbiamo trovato il pareggio, purtroppo il gol è stata una disattenzione, senza quella potevamo vincere ma il risultato purtroppo dice altro.

E' un grosso dispiacere vedere persone che non vengono allo stadio ma le capisco, io faccio un appello di starci vicino fino alla fine, questa squadra se ne tira fuori. Ci vuole un po' di fortuna, quella palla di Candellori arrivasse al momento giusto sarebbe stato gol.

Non lo so perché due primi tempi così brutti e poi le risposte, forse con questa classifica non siamo liberi di testa, ma dobbiamo toglierci qualsiasi paura, come nel secondo tempo in cui non avevamo nulla da perdere, ci sono uscite le cose. Le partite durano 90 minuti, il mister ci farà lavorare in settimana, il mister in due giorni di allenamento ha preparato due partite e non era facile.






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