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JESI - Sono stati ricevuti in Municipio dal sindaco Lorenzo Fiordelmondo i rappresentanti della Caritas di Kiev che in questi giorni sono in visita nelle Marche.
La delegazione, accompagnata dal vescovo Paolo Ricciardi, era guidata da padre Roman Syrotich che ha avuto modo di evidenziare l’insopportabile quotidianità della guerra, le migliaia di persone al freddo e al buio, bambini che non sanno più cosa sia la scuola, la sanità negata, la paura cieca delle bombe che piovono dall’alto, la familiarità con l’orrore e con la morte.
“Da quando, pochi mesi fa, sono stato in Ucraina e ho potuto vedere con i miei occhi la barbarie - ha evidenziato il sindaco Fiordelmondo - la situazione è ulteriormente peggiorata. Non esiste più un fronte, la guerra è totale, piove dall’alto e dirige le sue bombe contro i civili, nella capitale così come nelle altre città. Non se ne capisce il senso, non se ne vede la fine.
Tenevo in modo particolare a questo incontro - ha aggiunto il primo cittadino - per rappresentare ai nostri ospiti ucraini la vicinanza di Jesi, che ha nel dna la voglia di interessarsi di ciò che accade nel mondo e la capacità di sentire addosso le ingiustizie e i drammi anche dei popoli lontani. Alla fine, sono stati loro a ringraziare la nostra comunità perché in questi pochi giorni in giro per le Caritas della provincia stanno toccando con mano la generosità e la vicinanza del popolo italiano”.
Sindaco e vescovo hanno poi accompagnato i rappresentati della Caritas di Kiev alla sede della Caritas Jesina dove hanno condiviso insieme la cena e la speranza che presto si ponga fine alla guerra.
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