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ANCONA - Governare la crescita turistica senza subirla, puntando su continuità, mercati esteri e strumenti concreti: questo il messaggio centrale emerso dal Comitato di Concertazione per le Politiche del Turismo della Regione Marche, riunito giovedì 29 gennaio a Palazzo Raffaello, sede della giunta regionale di Ancona. L’incontro ha messo intorno allo stesso tavolo istituzioni e rappresentanze di settore per analizzare dati, interpretare trend e delineare azioni operative per il futuro del turismo marchigiano.

Alla riunione hanno partecipato il presidente della Regione Francesco Acquaroli, la dirigente del Servizio Turismo Paola Marchegiani, la direttrice di ATIM Marina Santucci e la sottosegretaria al Turismo Silvia Luconi, alla quale è stato rivolto un augurio di buon lavoro per un incarico definito strategico per l’economia regionale.

I dati presentati, relativi al periodo gennaio-settembre 2025, evidenziano segnali di crescita che confermano l’attrattività delle Marche. Tuttavia, il nodo centrale resta la distribuzione dei flussi turistici: «La vera sfida – è stato sottolineato – è trasformare l’aumento delle presenze in continuità, andando oltre le settimane di alta stagione». Raggiungere questo obiettivo richiede pianificazione, analisi dei comportamenti di spesa e una maggiore apertura ai mercati internazionali.

In questo scenario si inserisce la proposta di Faita Marche: “Open Air Marche 2026”, un progetto operativo pensato come leva concreta a supporto della strategia regionale, senza sovrapporsi alla comunicazione istituzionale. Il comparto open air, rappresentato dall’associazione, vale circa il 22% delle presenze turistiche complessive nelle Marche, confermandosi come un elemento strutturale dello sviluppo territoriale.

«Non basta fare più promozione – spiegano i promotori del progetto – serve costruire resilienza», puntando sulla diversificazione dei mercati e sulla valorizzazione dei periodi di spalla. La proposta è rivolta in particolare ai Paesi europei più affini alla vacanza attiva e all’outdoor, come Germania, Austria, Olanda, Belgio, Svizzera e Francia, con l’obiettivo di incrementare le presenze in primavera e in autunno, aumentare la permanenza media e la spesa sul territorio.

Il clima del confronto è stato definito costruttivo e orientato ai risultati, con istituzioni e filiere allineate nella stessa direzione. La prospettiva condivisa è chiara: fare delle Marche non solo una meta “bella da scoprire”, ma una destinazione semplice da scegliere, facile da vivere e forte da raccontare lungo tutto l’anno. Ora, dalla concertazione si passa alle azioni concrete.
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